Bilancio Ue, Marsilio: «No alla fusione tra PAC e coesione. Sarebbe una guerra tra poveri»

4 Marzo 2026
1 minuto di lettura
Marco Marsilio al Comitato delle Regioni a Bruxelles ha espresso parere contrario all'accorpamento dei fondi agricoli con i fondi sviluppo

A Bruxelles il presidente dell’Abruzzo ribadisce la linea: fondi separati, ruolo forte delle Regioni e rispetto delle specificità nazionali. Dopo l’incontro con Serafin: «Arrivano conferme, la coesione non è un bancomat da rimescolare»

BRUXELLES — Marco Marsilio arriva alla plenaria del Comitato europeo delle Regioni con un messaggio che non lascia margini di ambiguità. Davanti al Commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, il presidente dell’Abruzzo mette in guardia da una delle ipotesi più discusse del prossimo bilancio Ue: «Un accorpamento dei fondi destinati alla coesione e di quelli all’agricoltura va evitato a tutti i costi: rischierebbe di innescare una contrapposizione tra agricoltori e territori, una lotta che non lascerebbe vincitori, ma solo sconfitti». Una posizione netta, che fotografa il timore di molte regioni: trasformare due pilastri storici dell’Unione in un unico contenitore significherebbe mettere categorie e territori l’uno contro l’altro.

Marsilio insiste sul principio di prossimità, che considera il vero punto di equilibrio nelle politiche europee. «È necessario che le decisioni su come spendere le risorse sui territori vengano prese al livello più vicino ai cittadini, garantendo così trasparenza e responsabilità», afferma, richiamando il ruolo delle Regioni nella gestione dei fondi. E rilancia sul tema delle salvaguardie: «Le clausole di salvaguardia vanno estese a tutte e tre le categorie – regioni sviluppate, in transizione e meno sviluppate – per evitare che le aree interne e rurali vengano lasciate indietro».

A margine del dibattito, il presidente torna davanti ai giornalisti per commentare l’incontro con Serafin. «Le risposte che abbiamo avuto oggi dal Commissario Serafin confermano quelle anticipate a Roma dal vicepresidente Fitto. Da questo punto di vista stiamo ricevendo sufficienti garanzie sul fatto che verranno rispettate le specificità nazionali», spiega, sottolineando come il pressing delle Regioni stia producendo risultati. «Le Regioni confermano anche oggi una forte pressione sulla Commissione per mantenere un ruolo importante nella gestione dei fondi e nella salvaguardia della specificità della politica di coesione: la coesione non è un bancomat da rimescolare, né può essere confusa e mischiata con la Politica agricola comune».

Il presidente apre poi il capitolo agricolo, ricordando il lavoro svolto dal Governo italiano: «Sulla politica agricola dobbiamo molto anche a una forte iniziativa del Governo italiano e del ministro Lollobrigida. L’individuazione di un budget preciso per l’agricoltura — i 294 miliardi ricordati oggi — è frutto di quel negoziato in cui l’Italia è stata capofila e protagonista, arrivando addirittura a un incremento del Fondo per l’agricoltura».

Marsilio chiude con uno sguardo al negoziato ancora in corso: «Si tratta ora di andare avanti su questa strada e completare il quadro di garanzie e di negoziato: le Regioni continueranno a fare la loro parte». Una linea che intreccia tecnica e politica, mentre Bruxelles si prepara a ridisegnare l’architettura finanziaria dell’Unione per il prossimo ciclo.

Altro da

Non perdere