Stadio Adriatico, la protesta di Carrozzine Determinate. Settore disabili inadeguato, dal Comune promesse disattese

3 Marzo 2026
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L’associazione di Claudio Ferrante denuncia: “Dall’incontro di dicembre con l’amministrazione non è cambiato nulla. Chiediamo l’ampliamento, nuovi servizi igienici e un cronoprogramma”

PESCARA – Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, torna a far sentire la sua voce per chiedere intervenenti rapidi circa il miglioramento del settore disabili dello stadio Adriatico di Pescara.

“Quanto sta accadendo è inaccettabile e offensivo nei confronti delle persone con disabilità, dei tifosi e dell’intera comunità civile della città di Pescara” si legge nel comunicato. “Dopo l’incontro del 9 dicembre presso l’ufficio dell’assessore alla Disabilità Massimiliano Pignoli, alla presenza dell’assessore allo Sport Patrizia Martelli, dei tecnici comunali e dei rappresentanti di Delfino Pescara 1936, nulla di ciò che era stato garantito è stato realizzato”.

E ancora: “Le promesse fatte si sono rivelate solo parole vuote. Nessun intervento concreto, nessuna programmazione, nessun atto amministrativo, nessuna comunicazione ufficiale sui tempi di realizzazione degli interventi”.

“La cosiddetta soluzione temporanea per l’ampliamento del settore disabili, con l’individuazione di un’area accessibile nei pressi della curva sud dello stadio, si è dimostrata l’ennesima operazione di facciata. Ad oggi non esiste progetto operativo, non esistono lavori avviati, non esistono scadenze e non esiste neppure la minima volontà politica di affrontare seriamente il problema. Ancora più grave e umiliante è la gestione dei servizi igienici destinati ai tifosi con disabilità. La risposta dell’amministrazione si è limitata a presentare un bagno chimico “più pulito”, come se la dignità delle persone potesse essere ridotta a una questione di manutenzione”.

“Lo striscione esposto nelle scorse settimane – “Comune di Pescara da Serie C” – rappresenta la fotografia reale della situazione: un’amministrazione incapace di garantire standard minimi di civiltà sportiva e sociale”.

Poi conclude: “Alla classe politica chiediamo ancora: Chiediamo nuovamente: l’ampliamento immediato, strutturale e reale del settore disabili dello stadio, la realizzazione di servizi igienici stabili, accessibili e pienamente conformi alla normativa vigente, l’avvio immediato di un cronoprogramma pubblico e verificabile degli interventi. Lo stato di agitazione dei tifosi con disabilità continuerà senza esitazione e senza ulteriori attese”.

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