ASP1 Teramo, Canzio difende la riconferma e rilancia sul risanamento: «Risparmi, nuovi servizi e circa 200 posti di lavoro»

24 Febbraio 2026
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Nel dettaglio le azioni messe in campo dall’ente, dopo le critiche della Ugl Salute: focus su accreditamento, finanziamenti e recupero di somme dalle cooperative

TERAMO – «Sulla mia riconferma penso che il lavoro fatto tra risparmi e nuove entrate sia evidente». Così il commissario straordinario dell’Asp1 Roberto Canzio ha aperto la conferenza stampa convocata per fare il punto sulle attività dell’ente, rispondendo indirettamente alle critiche arrivate nei giorni scorsi dalla Ugl Salute Abruzzo. Nessuna replica diretta al segretario regionale Stefano Matteucci, ma un riepilogo delle azioni messe in campo e degli obiettivi futuri.

Al centro dell’incontro i conti dell’Asp1, storicamente considerata una realtà in perdita. Canzio ha rivendicato un percorso di risanamento che, a suo dire, starebbe producendo risultati concreti: riduzione delle perdite, nuove entrate e ampliamento dei servizi. Tra i progetti citati il finanziamento Gse per l’efficientamento energetico della casa di riposo di Teramo, con successivo intervento anche sulla struttura di Nereto, oltre alla riattivazione dell’asilo in fase di recupero e ai lavori sul Regina Margherita, dove sono previsti 40 posti letto per patologie gravi, e su via Taraschi con ulteriori 30 posti. «Oltre ai servizi – ha sottolineato – si parla di circa 200 nuovi posti di lavoro e di un indotto significativo».

Per il 2026 l’obiettivo dichiarato resta quello dell’accreditamento delle strutture, insieme al recupero di 15 appartamenti a Giulianova, vicino all’ospedale, per i quali l’ente è in attesa di finanziamento.

Un passaggio è stato dedicato anche alla gestione delle cooperative e al recupero di risorse economiche. Secondo Canzio, alcune realtà avrebbero incassato compensi per i servizi scaricando però i costi del personale sull’Asp1. Da qui la richiesta di restituzione di circa un milione di euro e l’avvio di nuove gare che prevedono l’assunzione diretta delle spese da parte dei soggetti affidatari. «Abbiamo individuato una situazione anomala – ha spiegato – e con i nuovi bandi puntiamo a superare definitivamente queste criticità».

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