Nuovo scontro tra l’Associazione e il Comune di Teramo che con la Teramo Ambiente sostiene di non temere i ricorsi amministrativi, né eventuali esposti alla Procura della Repubblica
TERAMO – Tiene banco la discussione sul progetto del biodigestore di Carapollo. Torna a farsi sentire l’associazione “Ambiente e Sicurezza Città di Teramo” con una nuova conferenza stampa, tenuta dalla presidente Antonella D’Angelo Gallo e dall’avvocato Fabio De Massis, per fare il punto sulla situazione dei ricorsi amministrativi e sull’iter del biodigestore di Carapollo.
L’associazione ha chiarito che il primo ricorso, quello contro la riperimetrazione dell’area di Carapollo decisa con delibera di giunta, è ancora pendente davanti al Tar Abruzzo e non è stato ancora deciso nel merito. Il secondo, invece, relativo al parere favorevole del comitato regionale che ha escluso la necessità della procedura VIA, è stato dichiarato improcedibile dal Tar dell’Aquila. Contestando la decisione, l’associazione ha annunciato l’intenzione di ricorrere al Consiglio di Stato, lamentando che i termini concessi dal Tar siano stati dimezzati rispetto a quelli previsti da una precedente sentenza del Tar Lazio.
Non solo: sulla base di quanto emergerà dall’impugnativa, si valuteranno anche altri eventuali ricorsi contro gli atti autorizzativi più recenti, come l’AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), rilasciata a Comune e Teramo Ambiente per la realizzazione dell’impianto. Non si esclude, ha aggiunto la presidente Gallo, un possibile coinvolgimento della Procura della Repubblica.
“Siamo ancora in attesa di sapere se davvero intendano andare avanti – ha detto Gallo – ma se così fosse, vigileremo affinché si rispetti anche la parte relativa alla bonifica dell’area, che è prevista tra le prescrizioni dell’AIA. Non basta abbattere l’inceneritore, serve bonificare l’opera. E poi, perché tutta questa fretta per un progetto che obiettivamente non è fattibile?”.
A stretto giro è arrivata la replica del sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e del presidente della Teramo Ambiente Sergio Saccomandi, che hanno rivendicato la piena correttezza dell’iter e l’importanza strategica dell’impianto. “Il progetto del biodigestore – dichiarano – è tra i più rilevanti a livello nazionale nel campo della transizione ecologica. Ha già ricevuto tutte le autorizzazioni necessarie ed è sostenuto da enti, cittadini e associazioni, ad eccezione della sola ‘Ambiente e Sicurezza’, la cui voce mai si era udita prima”.
Il sindaco e il presidente della TEAM definiscono le contestazioni “strumentali” e precisano che “i ricorsi presentati sono stati respinti o dichiarati improcedibili, mentre quello sulla riperimetrazione è ancora in piedi, ma confidiamo che venga rigettato”.
Secondo D’Alberto e Saccomandi, l’avvio del progetto non solo segnerà un’evoluzione nella gestione dei rifiuti, ma rappresenterà anche una svolta per la riqualificazione dell’intera area: “La demolizione dell’ex inceneritore e la bonifica prevista avranno un impatto positivo non solo su Carapollo, ma su tutto il territorio circostante. Le azioni giudiziarie non rallenteranno l’iter, ma serviranno a rafforzare la bontà della nostra azione amministrativa”.
“Resta da capire – concludono – a chi giovi davvero questo attacco costante, non tanto a una maggioranza o a una società partecipata, ma a un progetto pubblico che andrà a beneficio dell’intera comunità”.