Dall’11 al 13 settembre la 68ª edizione della manifestazione nel centro storico. Debutta il progetto “Uva viva uva” con Atri, Città Sant’Angelo, Morro d’Oro e Bisenti
MOSCIANO SANT’ANGELO – A Mosciano il vino torna a essere il filo conduttore di un intero fine settimana, tra rievocazioni, giochi, carri allegorici e degustazioni. Da venerdì 11 a domenica 13 settembre il centro storico ospiterà la 68ª Festa dell’uva e del vino – Memorial Luigi Galiffa, che quest’anno aggiunge una novità destinata ad andare oltre i confini della manifestazione: la collaborazione con Atri, Città Sant’Angelo, Morro d’Oro e Bisenti.
Le cinque realtà sono infatti coinvolte nel progetto “Uva viva uva – La via dell’uva e del vino”, un percorso in altrettante tappe che unirà le feste dedicate all’uva e al vino organizzate nei vari Comuni. Ogni domenica ci saranno sfide e giochi tra i rappresentanti delle associazioni organizzatrici. Mosciano sarà protagonista della seconda tappa, domenica prossima.
La festa moscianese, nata nel 1922 e arrivata alla 68ª edizione, conserva il suo legame con la cultura contadina. L’apertura è fissata per venerdì con i giochi della tradizione tra le contrade: morra, carretto, gara del bicchiere, fionda, tiro alla fune, sacco, spaventapasseri, mele, cerchio e bottiglie dipinte.
Sabato 12 e domenica 13 settembre arriveranno invece i carri allegorici. Sabato sera, in piazza Saliceti, sono in programma la “Serenata della sposa” e il “Palio delle botti tra contrade”, con tre categorie di partecipanti: dagli 8 ai 12 anni, dai 12 ai 16 e dai 18 anni in su.
Domenica sarà il giorno del “Corteo della dote”, uno degli appuntamenti più caratteristici della manifestazione. Settanta figuranti in abiti e gioielli d’epoca ricostruiranno l’antico rituale legato alla dote della sposa, che un tempo veniva trasportata nella nuova casa. I costumi sono curati dallo stilista Alessandro Pischedda, che seguirà anche lo svolgimento del corteo. La giornata si chiuderà con il “Palio della sfida” tra Mosciano e Corropoli.
La presenza dei quattro Comuni ospiti porterà nel centro storico anche l’“angolo della memoria”: cinque banchetti nei quali gli anziani contadini racconteranno storie e ricordi legati alla vendemmia, al vino e alle tradizioni dei rispettivi territori. Ci saranno inoltre sfide speciali tra le associazioni di Atri, Mosciano, Città Sant’Angelo, Morro d’Oro e Bisenti.
Il progetto prevede anche il “Passaporto del viandante”. Sarà consegnato ad Atri, prima tappa del percorso, e permetterà a chi seguirà tutte e cinque le feste, raccogliendo i relativi timbri, di partecipare all’estrazione finale di premi a Bisenti.
Non mancheranno i prodotti della tradizione contadina, musica e spettacoli, oltre alle degustazioni di vini abruzzesi con la partecipazione di aziende teramane produttrici, sommelier Aies ed esperti del settore. Presente anche l’Uci.
Per il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, il progetto tra i cinque Comuni «va nella direzione giusta» mentre il presidente della Pro loco Musiano Tonino Di Matteo ricorda infine le origini della manifestazione, nata nel 1922 e capace di attraversare «la guerra e i mutamenti della nostra società». Un patrimonio che, anche quest’anno, torna nel centro storico di Mosciano con una festa che punta a coniugare memoria e nuove iniziative.