L’assessore regionale Tiziana Magnacca: «Dopo anni difficili, il sito abruzzese torna centrale nelle strategie del gruppo. Ora la sfida è formare competenze adeguate alla trasformazione tecnologica e digitale»
PESCARA – Parafrasando Gabriele d’Annunzio, per la Val di Sangro non è più tempo di migrare, ma di ricominciare. Lo stabilimento Stellantis di Atessa si prepara ad affrontare una nuova fase di sviluppo, sostenuta dal piano industriale annunciato dal CEO Antonio Filosa, che prevede lo stanziamento di un miliardo di euro per il sito abruzzese. Un investimento indicato come il più rilevante realizzato dal gruppo automobilistico in Europa.
La notizia segna un cambio di prospettiva dopo un triennio particolarmente complesso per l’automotive e per il territorio. Ad Atessa, tra ricorso agli ammortizzatori sociali, incertezza produttiva e timori per il futuro dello stabilimento, il clima è rimasto a lungo segnato dalla preoccupazione di lavoratori, famiglie e aziende dell’indotto.
Secondo l’assessore regionale alle Attività produttive, Tiziana Magnacca, la tenuta del polo industriale della Val di Sangro è stata sostenuta anche dall’azione politica della Giunta regionale guidata da Marco Marsilio, impegnata nel confronto con il Governo e con le istituzioni europee. Al rientro dalla pausa estiva, lo scenario appare ora profondamente diverso.
La crisi dell’automotive europeo, sottolinea Magnacca, è stata aggravata dalle politiche ambientali comunitarie e da una transizione verso l’elettrico ritenuta troppo rigida. I target sulle emissioni, il sistema delle sanzioni per le case automobilistiche, la carenza di flessibilità negli aiuti a imprese e lavoratori e l’assenza di un fondo specifico per accompagnare la transizione hanno inciso pesantemente sulla manifattura continentale.
Una difficoltà testimoniata, secondo l’assessore, da casi come la chiusura del sito Audi in Belgio e dai programmi di ridimensionamento annunciati da Volkswagen, con tagli occupazionali e dismissioni di impianti, compresi alcuni legati alla mobilità elettrica.
In un quadro europeo segnato dalla crisi, Stellantis ha confermato la centralità di Atessa e della produzione del Ducato, veicolo commerciale leggero considerato un pilastro per la ripresa dell’intero gruppo. Il miliardo destinato allo stabilimento abruzzese rappresenta dunque una base concreta per il rilancio, ma apre anche una nuova e decisiva partita sul fronte del lavoro e delle competenze.
L’avvio della produzione del nuovo modello di veicolo commerciale leggero, caratterizzato da una crescente digitalizzazione dei processi, richiederà infatti professionalità aggiornate e una trasformazione culturale capace di mantenere competitiva la filiera, anche di fronte alla concorrenza globale, a partire da quella cinese.
«La vera sfida è prepararsi al cambiamento», è il messaggio dell’assessore Magnacca. Nel mercato del lavoro contemporaneo, le figure specializzate sono sempre più richieste e contese dalle imprese, mentre chi non investe nell’aggiornamento rischia di restare escluso. Scuola, formazione continua e riqualificazione professionale diventano quindi strumenti strategici.
Tra le opportunità indicate figurano i percorsi ITS, i corsi di formazione finanziati anche dalla Regione Abruzzo, le Academy aziendali e il rafforzamento delle competenze linguistiche, in particolare dell’inglese. Un impegno che dovrà coinvolgere istituzioni, sindacati, organizzazioni datoriali, sistema scolastico e imprese.