Montorio, rimossa la storica falce e martello: ‘Visione Comune’ attacca il sindaco e chiede chiarimenti

22 Agosto 2026
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L’opposizione contesta l’ordinanza urgente del 19 agosto e solleva dubbi sui passaggi con la Soprintendenza: «Dove è stato collocato il manufatto e verrà riposizionato?»

MONTORIO AL VOMANO – La rimozione dello storico manufatto con il simbolo della falce e martello accende lo scontro politico a Montorio. A sollevare il caso è Visione Comune, che contesta la decisione assunta con un’ordinanza urgente del sindaco Fabio Altitonante il 19 agosto e chiede chiarimenti sull’iter seguito dall’Amministrazione.

Secondo l’opposizione, il manufatto rappresenta un pezzo della memoria politica e sociale del paese. «Questo simbolo, che storicamente rappresenta l’alleanza tra i lavoratori agricoli e quelli dell’industria, per i montoriesi rappresenta l’alleanza politica di comunisti e socialisti ed è il monumento per eccellenza che simboleggia le battaglie portate avanti dai lavoratori del Vomano», si legge nella nota.

Visione Comune ricorda che la falce e martello sarebbe stata issata per la prima volta nel 1948 e installata definitivamente sul muro a metà degli anni Cinquanta, dove sarebbe rimasta fino ad oggi, resistendo a terremoti e intemperie. Per il gruppo di opposizione il suo valore sarebbe dunque non soltanto affettivo, ma anche storico ed etnoantropologico, in quanto legato alle lotte operaie e alla memoria politica locale del secondo dopoguerra.

Da qui la contestazione sui tempi e sulle modalità della rimozione. «Ci chiediamo se fosse necessario rimuovere urgentemente, a Ferragosto, un manufatto di tale importanza», afferma Visione Comune.

Il gruppo richiama inoltre il Codice dei beni culturali e del paesaggio, sostenendo che il manufatto, in quanto bene pubblico storico con più di 50 anni, sarebbe sottoposto alla presunzione di interesse culturale. Su questo punto l’opposizione chiede se sia stata interessata la Soprintendenza, se esista una dichiarazione di interesse culturale e se siano stati acquisiti tutti gli atti necessari prima dello smantellamento.

Visione Comune richiama in particolare l’articolo 21 del Codice dei beni culturali e sostiene che il Comune non avrebbe potuto procedere autonomamente alla rimozione, alla modifica, al restauro o alla demolizione dell’opera senza il preventivo via libera degli organi competenti, almeno fino alla verifica formale dell’interesse culturale.

Tra le domande rivolte al sindaco c’è anche quella relativa a una presunta richiesta della Soprintendenza di acquisire una relazione tecnica prima della rimozione: «È vero che la Soprintendenza dei beni culturali ha chiesto una relazione tecnica prima di rimuovere il manufatto? La relazione è stata presentata?».

L’opposizione vuole inoltre sapere dove sia stato trasferito il manufatto e se sia prevista la sua ricollocazione sulla stessa parete.

«Queste sono le prime urgenti risposte che l’opposizione chiede al sindaco», conclude Visione Comune, che accusa l’Amministrazione di non aver tutelato adeguatamente un bene ritenuto parte della memoria collettiva montoriese.

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