Due leggende della musica classica per la prima volta sullo stesso palco: un concerto evento firmato Harmonia Novissima per festeggiare il ventennale della struttura
AVEZZANO – Il Teatro dei Marsi di Avezzano compie vent’anni e festeggia il suo ventennale con un evento di caratura internazionale. Ad Avezzano il 25 agosto arriveranno infatti due leggende della musica classica mondiale, il violinista Maxim Vengerov e il pianista Mikhail Pletnev, protagonisti per la prima volta in assoluto insieme sullo stesso palcoscenico.
La scelta della data non è casuale ma ricca di valore simbolico: il 25 agosto 2006 la struttura avezzanese aprì per la prima volta le sue porte al pubblico con il balletto ‘Il Lago dei cigni’, curato dall’associazione Harmonia Novissima. A vent’anni esatti da quella serata inaugurale, il sodalizio torna a collaborare strettamente con l’amministrazione comunale per regalare alla città una data destinata a rimanere negli annali.
Durante la serata i riflettori saranno puntati su due interpreti di rilievo assoluto: da un lato Mikhail Pletnev, pianista e direttore d’orchestra russo tra i più acclamati al mondo, già ospite delle principali orchestre internazionali e collaboratore di maestri del calibro di Claudio Abbado con i Berliner Philharmoniker. Dall’altro Maxim Vengerov, virtuoso del violino classe 1974 che, dopo un avvio di carriera giovanissimo da solista, dal 2007 affianca all’archetto anche la direzione d’orchestra.
L’appuntamento nasce come frutto di un’importante sinergia del territorio che vede uniti il Teatro Marrucino di Chieti, la Camerata Musicale Sulmonese e la stessa Harmonia Novissima. Prima dell’evento di Avezzano, infatti, i due celebri artisti si esibiranno il 22 e il 23 agosto al Teatro Marrucino di Chieti. «Sarà un bellissimo momento di condivisione culturale tra le istituzioni musicali di Chieti, Sulmona e Avezzano» ha spiegato il direttore artistico di Harmonia Novissima, Massimo Coccia. «Questo concerto vedrà sul palco due leggende della musica ed è destinato a lasciare un segno nella nostra storia culturale».