Grandine, bocciati 2 milioni di ristori. Pepe: “La Regione aveva il dovere di intervenire”

14 Agosto 2026
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Il consigliere del Partito Democratico Dino Pepe in Regione

Il no del consiglio regionale all’emendamento sui primi contributi per i 21 Comuni colpiti. Il centrodestra chiede di attendere l’eventuale stato di calamità nazionale

L’AQUILA – Il primo aiuto economico per i territori colpiti dalla grandine resta fermo al palo. Il consiglio regionale ha bocciato l’emendamento presentato dal vice capogruppo del Pd Dino Pepe e sottoscritto dai consiglieri del Patto per l’Abruzzo, che chiedeva di stanziare 2 milioni di euro per avviare i ristori destinati a famiglie e aziende danneggiate dagli eventi atmosferici. Una decisione arrivata nonostante il precedente parere favorevole della commissione bilancio.

A pesare sul voto è stata la posizione del presidente Marco Marsilio, che ha indicato come priorità l’attesa di un eventuale riconoscimento dello stato di calamità da parte del Governo. Una linea che Pepe contesta, sostenendo che i tempi e le risorse dell’eventuale intervento statale non possono rappresentare l’unica strada per sostenere i territori.

«È un grave errore – afferma Pepe –. Sappiamo benissimo che l’eventuale riconoscimento statale non coprirà mai il 100% dei danni subiti dal nostro territorio. La Regione Abruzzo aveva il dovere e la possibilità di intervenire subito con un primo contributo diretto, a prescindere dai tempi e dalle coperture di Roma».

Nel voto hanno pesato anche le tre astensioni arrivate dai banchi della maggioranza, quelle dei consiglieri Gatti, Di Matteo e Rossi. Secondo Pepe, il loro voto favorevole avrebbe consentito di approvare lo stanziamento. «Avremmo portato a casa 2 milioni di euro in ristori immediati per le famiglie e le aziende messe in ginocchio dalla grandinata, sostenendo i sindaci dei 21 Comuni colpiti. Invece – conclude – si è preferito seguire la linea dell’attesa».


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