I magistrati di Lanciano vogliono verificare le condizioni psichiche di Alessandro Carminucci, che il 5 agosto ha ucciso l’89enne Gilda Di Giuseppe. La richiesta di incidente probatorio nasce anche dalle valutazioni dell’équipe medica della Asl
CHIETI – La Procura di Lanciano vuole accertare se Alessandro Carminucci, il 25enne che il 5 agosto ha ucciso la nonna Gilda Di Giuseppe, 89 anni, fosse capace di intendere e di volere al momento del delitto. E se, oggi, abbia la capacità di stare in giudizio. È questo il cuore della richiesta di incidente probatorio depositata dai magistrati, un passaggio decisivo nell’inchiesta sull’omicidio avvenuto nella casa di famiglia ad Altino, dove il giovane ha colpito l’anziana più volte con un martello, un piccone e armi da taglio.
La decisione della Procura – firmata dal procuratore capo Patrizia Foiera e dal sostituto Elena Belvederesi – arriva dopo la valutazione clinica effettuata dall’équipe medica della Asl che opera nel carcere di Chieti, dove Carminucci è detenuto. Le condizioni di salute del ragazzo, secondo quanto trapela, hanno spinto gli inquirenti a chiedere una verifica tecnica immediata.
Sarà ora il Gip a fissare l’udienza per conferire l’incarico al perito che dovrà stabilire se il giovane fosse in grado di comprendere e autodeterminarsi durante l’aggressione e se oggi sia in condizioni di partecipare consapevolmente al procedimento penale.
Carminucci è difeso dall’avvocato Luigi Toppeta. L’indagine è nella fase preliminare: la responsabilità dell’indagato, come ricorda la Procura, potrà essere accertata solo con una sentenza definitiva.