Grandine nell’Aquilano, l’allarme di Coldiretti: “Danneggiati oltre cento ettari di colture”

25 Luglio 2026
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Colpiti campi di farro, grano, ceci e patate a ridosso del periodo di raccolta. I danni mettono in ginocchio le aziende agricole, già stremate dall’aumento dei costi di produzione

L’AQUILA – Un’ondata di maltempo si è abbattuta con violenza sul territorio aquilano, lasciando dietro di sé una scia di devastazione per il settore agricolo locale. Secondo il primo bilancio tracciato da Coldiretti L’Aquila a seguito dei sopralluoghi effettuati nelle aree colpite, la violenta grandinata ha danneggiato oltre cento ettari di coltivazioni, compromettendo gravemente il lavoro di un intero anno proprio a ridosso delle operazioni di mietitura e raccolta.

Le zone più duramente colpite si concentrano nell’area di Capitignano, con particolare incidenza sul versante ovest del centro abitato, in una parte del comprensorio di Montereale e, spostandosi sul versante orientale, nei comuni di Barisciano, San Pio delle Camere e Navelli. A pagare il prezzo più alto sono state le produzioni di punta del territorio, in particolare i campi coltivati a farro, grano, legumi – con una forte incidenza sui ceci – e patate. Per una stima precisa delle perdite economiche occorrerà attendere i prossimi giorni, ma l’impatto sul reddito delle decine di aziende coinvolte si preannuncia gravissimo.

L’episodio riaccende i riflettori sulla frequenza e sull’intensità dei cambiamenti climatici in atto. Come sottolineato da Massimiliano Aloisio, presidente della Sezione Coldiretti di Navelli: «Ogni anno assistiamo a fenomeni atmosferici sempre più intensi e concentrati, capaci di compromettere in pochi minuti il lavoro di mesi. È indispensabile rafforzare tutti gli strumenti di gestione del rischio, rendendo sempre più accessibili e sostenibili le coperture assicurative sulle colture».

La violenta grandinata si inserisce peraltro in un contesto economico già fortemente compromesso per il settore primario. Le imprese agricole si trovano infatti a dover fare i conti con i rincari del gasolio, l’aumento dei prezzi dei fitofarmaci e dei mezzi tecnici, a fronte di listini di vendita che continuano a fluttuare schiacciando i margini di guadagno.

Un quadro complesso che spinge Coldiretti a chiedere interventi concreti a tutela del reddito agricolo, ricordando come la difesa delle aziende sia fondamentale non solo per la produzione agroalimentare, ma anche per la tenuta economica delle aree interne e la salvaguardia del territorio.

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