Chieti, dopo 8 anni la sentenza su Palazzo d’Achille: assolti costruttore, direttore dei lavori e rup

23 Luglio 2026
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Chiusa la vicenda giudiziaria, il sindaco Legnini ora punta al completamento dei lavori. A disposizione 5 milioni di euro già stanziati

CHIETI – Dopo otto anni di processo si chiude la vicenda giudiziaria su palazzo d’Achille, sede storica del Comune di Chieti. La sentenza assolve, per intervenuta prescrizione, il costruttore Osvaldo Troso, a capo della ditta prima aggiudicataria dei lavori, nei confronti della quale il Comune procedette alla risoluzione in danno del contratto. Assolti “per non aver commesso il fatto”, il direttore dei lavori Umberto Di Renzo e il responsabile unico del progetto Ivonne Elia. Unica condanna, a otto mesi, per il collaudatore dei lavori.

Con la sentenza emessa martedì scorso, 21 luglio, dal giudice Guido Campli si chiude la complessa vicenda giudiziaria legata ai lavori di ristrutturazione dell’edificio municipale chiuso dal terremoto del 2009 e al centro anche di provvedimenti di sequestro.

“Con la conclusione di questo percorso processuale il Comune potrà ora concentrarsi sulla ripartenza – dichiara il sindaco Giovanni Legnini – . In vista di questa pronuncia, l’Amministrazione aveva già avviato le procedure per la progettazione dei lavori di completamento. Ora siamo nelle condizioni di proseguire con la progettazione definitiva ed esecutiva, tenendo in debito conto di quanto accertato in sede giudiziale, per definire gli interventi necessari alla riapertura dell’immobile, già sottoposto a sequestro giudiziario per via dei lavori e chiuso dal terremoto del 2009 per i danni strutturali riportati”.

Negli anni passati la ricostruzione dell’edificio si era aggrovigliata tra contenziosi contrattuali con le imprese, controversie e indagini giudiziarie che avevano reso di fatto incompiuto il recupero. Il completamento sarà possibile grazie al reperimento dei 5 milioni di euro già stanziati e resi disponibili con la governance della Ricostruzione: “Il nostro obiettivo è improntato alla massima concretezza – conclude Legnini – Procedere con la progettazione e con i successivi lavori ci consentirà di restituire gradualmente alla città la sua sede storica e al contempo di azzerare i canoni di locazione che il Comune versa per la sede provvisoria. Un passaggio fondamentale anche per proseguire con la riorganizzazione della macchina amministrativa”.

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