L’assessore alla Ricostruzione Privata, Roberto Tinari, attacca il leader di AvS: “È servito il palcoscenico delle elezioni per farle ricordare la strada che porta all’Aquila”
L’AQUILA – La ricostruzione post-sisma e la gestione del patrimonio immobiliare pubblico tornano al centro di un acceso scontro politico nel capoluogo abruzzese. A innescare la scintilla è stata la recente visita a L’Aquila dell’Onorevole Nicola Fratoianni, leader nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), che insieme ai rappresentanti locali del partito ha effettuato un sopralluogo presso i complessi del Progetto C.A.S.E., muovendo pesanti critiche all’operato dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pierluigi Biondi e annunciando interrogazioni parlamentari.
La reazione della coalizione di centrodestra non si è fatta attendere ed è arrivata su un doppio binario: una durissima lettera aperta che accusa l’esponente della sinistra di speculazione elettorale e un formale invito istituzionale, firmato dai capigruppo di maggioranza in Consiglio comunale, per un confronto sui dati.
Durissima la reazione dell’assessore alla Ricostruzione Privata, Roberto Tinari, che contesta la tempistica e la legittimità politica della visita del leader di AVS: «È servito il palcoscenico delle elezioni per farle ricordare la strada che porta all’Aquila, Onorevole Nicola Fratoianni. Ha aspettato diciassette anni per venire qui a parlarci del Progetto CASE, delle nostre abitazioni e del nostro futuro. Addirittura, a promettere nuove case e a proporre interrogazioni parlamentari quando le risposte, a quelle stesse domande, avrebbe dovuto darle lei diciassette anni fa e non lo ha fatto».
L’accusa a Fratoianni e ai suoi alleati è di essere rimasti “arroccati nei palazzi romani” durante gli anni più duri della ricostruzione, evocando anche i tempi del contestato film-documentario “Draquila” e parlando di una “narrazione finta e speculativa fatta sulla nostra pelle mentre eravamo ammassati nelle tende”.
La lettera rivendica con orgoglio la rinascita della città, attribuendola esclusivamente alla comunità locale e a chi ha amministrato il territorio: «Oggi lei viene qui a giudicare e a spiegarci cosa si sarebbe dovuto fare. Se oggi gli aquilani hanno comunque un tetto sopra la testa, se questa città è viva, lo si deve unicamente alla straordinaria resilienza di una comunità che non si è mai arresa, sostenuta da amministratori lungimiranti, presenti e costruttivi. I nostri palazzi sono di nuovo in piedi e le tende le abbiamo rimosse da tempo, da soli».