Riserva del Borsacchio, tornano i vincoli su 1.140 ettari: la Regione ripristina le tutele dopo due anni di battaglie

10 Luglio 2026
2 minuti di lettura

Dopo oltre due anni di proteste, 32mila firme, il ricorso al Tar e la mobilitazione di oltre 600 associazioni, la nuova legge regionale riporta le norme di salvaguardia sull’intero perimetro originario. Wwf e Guide del Borsacchio: “È un risultato importante, ora il ripristino definitivo e il Piano di assetto”

ROSETO DEGLI ABRUZZI – La Riserva naturale del Borsacchio torna di fatto a essere tutelata nella sua estensione originaria. Con la legge regionale 13 del 3 luglio 2026, la Regione Abruzzo ha ripristinato le norme di salvaguardia sull’intero perimetro storico dell’area protetta, pari a 1.140 ettari, superando gli effetti del drastico ridimensionamento deciso con la legge di stabilità regionale del 2024.

La modifica, contenuta nell’articolo 6 della nuova legge, stabilisce che, in attesa del completamento della procedura di riperimetrazione prevista dalla normativa nazionale e regionale, tornino ad applicarsi le norme di salvaguardia della legge istitutiva del 2005 su tutto il perimetro originario della Riserva. Di fatto, l’area torna a essere protetta nella sua estensione storica.

Il provvedimento arriva al termine di una lunga battaglia durata oltre due anni. Dopo il taglio del 98% della Riserva, passata da oltre 1.140 ettari a soli 24,7, si è sviluppata una vasta mobilitazione che ha coinvolto cittadini, volontari, Guide del Borsacchio, Wwf Abruzzo e oltre 600 associazioni. Sono state raccolte 32mila firme, presentato un ricorso al Tar e inviati decine di esposti e diffide, fino a portare la vicenda all’attenzione del Governo e dei ministeri competenti, che avevano sollevato rilievi sulla legittimità del provvedimento.

«Riteniamo questo intervento della Regione Abruzzo un risultato molto importante», commenta Filomena Ricci, delegata del Wwf Abruzzo, sottolineando il lavoro svolto dalle associazioni tra petizioni, mobilitazioni e iniziative legali.

Per Marco Borgatti, presidente delle Guide del Borsacchio, il risultato rappresenta però solo «il primo passo». Le associazioni chiedono infatti il ripristino definitivo del perimetro originario, l’approvazione del Piano di assetto aturalistico (Pan), già adottato dal consiglio comunale di Roseto degli Abruzzi, e la costituzione dell’ente di gestione della Riserva, atteso fin dalla sua istituzione nel 2005.

Le associazioni evidenziano però anche un paradosso. Il ritorno delle norme di salvaguardia ripristina le tutele ambientali, ma riporta in vigore anche il regime transitorio che continua a limitare alcuni interventi, sia di carattere ambientale sia imprenditoriale. Secondo Guide del Borsacchio e Wwf, il problema potrebbe essere risolto rapidamente con l’approvazione del Piano di assetto naturalistico, già pronto, che consentirebbe di autorizzare attività compatibili con la Riserva, come agriturismi e progetti di recupero ambientale, con regole certe e nel rispetto della tutela del territorio.

La vicenda aveva inoltre bloccato proprio il Piano di assetto naturalistico, redatto con una spesa pubblica di circa 250 mila euro, rimasto finora inapplicabile dopo il ridimensionamento dell’area protetta. Il ricorso al Tar promosso da Wwf Abruzzo e Guide del Borsacchio, insieme alle osservazioni dei ministeri, ha contribuito a riaprire il confronto culminato nell’approvazione della nuova legge.

Per le associazioni si tratta di «una vittoria della partecipazione, della perseveranza e dell’amore per il territorio». Ma la battaglia, sottolineano, non è ancora conclusa: ora chiedono il ripristino definitivo della Riserva, l’approvazione del Pan e l’avvio della gestione ordinaria dell’area protetta, assente da oltre vent’anni. «Oggi non vince un’associazione. Oggi vince il Borsacchio», è il messaggio con cui si chiude la nota.


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