Frana sulla provinciale 29/b di Silvi, la Provincia: “La riapertura sarà possibile dopo gli interventi di sicurezza”

1 Luglio 2026
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Il presidente D’Angelo replica alle polemiche: “I tempi sono stati definiti da tutti gli enti. La strada potrà riaprire solo dopo monitoraggio e sistemi di allarme”

SILVI – La riapertura della provinciale 29 b di Silvi seguirà il cronoprogramma stabilito nell’incontro tecnico di venerdì scorso tra tutti gli enti coinvolti. A chiarirlo è la Provincia di Teramo, dopo le discussioni sui tempi necessari per il ritorno alla circolazione lungo il tratto interessato dalla frana.

Nel verbale sottoscritto durante la riunione è stata definita la sequenza degli interventi indispensabili per consentire una riapertura temporanea e condizionata, con circolazione a senso alternato regolata da un impianto semaforico. Prima, però, dovranno essere installati alcuni dispositivi di sicurezza: un sistema di monitoraggio del movimento franoso, un pluviometro, barriere in new jersey e un sistema di allarme collegato al semaforo.

I tecnici hanno infatti evidenziato la presenza di un rischio residuo legato all’evoluzione della frana, rendendo necessario il completamento delle opere di controllo prima di consentire il passaggio dei veicoli.

La Provincia, secondo quanto comunicato, provvederà alla pulizia della strada non appena arriverà l’autorizzazione del tribunale così da permettere poi agli altri soggetti coinvolti di procedere con le attività previste.

A intervenire sulla vicenda è il presidente della Provincia Camillo D’Angelo, che respinge le accuse rivolte all’ente dal sindaco di Silvi Andrea Scordella, che aveva sollecitato insieme ai cittadini interventi rapidi: «Mi spiace per il sindaco e per i cittadini, ma continuare a tirare in ballo la Provincia è semplicemente sbagliato», chiarisce D’Angelo.

Il presidente ricostruisce la vicenda ricordando che la chiusura della strada era stata disposta per motivi di sicurezza: «La provinciale fu chiusa perché danneggiata dal movimento franoso. Una chiusura precauzionale per tutelare la pubblica incolumità. – sottolinea – Oggi, che quel movimento franoso si è trasformato purtroppo in un evento catastrofico, la strada può essere riaperta solo alle condizioni definite dai tecnici e dagli esperti».

Il presidente evidenzia inoltre che il percorso individuato è stato condiviso da tutti gli enti: «Con l’installazione di un sistema di monitoraggio e di allarme. – prosegue – Questo sempre a tutela della pubblica incolumità delle persone. Per questo motivo è stata chiusa e per questo motivo, con il movimento franoso tuttora monitorato, non può essere riaperta se non alla fine di questo percorso».

D’Angelo ricorda infine il coinvolgimento di Regione, Genio civile e Protezione civile negli interventi sull’area interessata dalla frana: «Tutto questo è stato chiarito da tempo e su quell’area stanno finalmente intervenendo tutti i soggetti competenti», conclude.

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