Fiera della Pastorizia, Piano Roseto riabbraccia la sua tradizione dopo lo stop per la blu tongue

30 Giugno 2026
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Dal 3 al 5 luglio torna la storica manifestazione dedicata all’allevamento ovino. Stand, convegni, spettacoli e prodotti del territorio per la 162ª edizione

TERAMO – Piano Roseto torna a essere il cuore della pastorizia teramana. Dopo lo stop dello scorso anno imposto dall’emergenza blu tongue, la storica fiera dedicata all’allevamento ovino riparte con la sua 162ª edizione, in programma dal 3 al 5 luglio. Gli stand apriranno ufficialmente venerdì alle 18.

La manifestazione, organizzata dal Comitato formato dalla Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia e dai Comuni di Crognaleto e Cortino, punta a rilanciare un comparto che resta centrale per l’identità e l’economia delle aree montane. Non solo esposizione zootecnica, dunque, ma anche enogastronomia, incontri, convivialità, spettacoli teatrali e musicali.

Alla costruzione dell’evento collaborano anche le associazioni agricole CIA L’Aquila Teramo e Coldiretti Teramo, l’Associazione Regionale Allevatori, il Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga, il BIM, l’Istituto Zooprofilattico Abruzzo e Molise, i servizi veterinari della Asl, l’Università di Teramo e la Pro Loco di San Giorgio.

Il programma è stato presentato dalla presidente della Camera di Commercio Antonella Ballone, dai sindaci Orlando Persia e Marco Tiberi e dal presidente del BIM Marco Di Nicola. Ballone ha ricordato l’impegno dell’ente camerale, che da oltre trent’anni sostiene la fiera, e il contributo da 100mila euro stanziato nel 2025 per aiutare gli allevatori colpiti dalla blu tongue. Risorse che, non essendo state utilizzate per l’edizione saltata, saranno ora reinvestite.

Per i sindaci di Crognaleto e Cortino, la fiera rappresenta anche una risposta concreta allo spopolamento: sostenere la pastorizia significa creare lavoro, trattenere i giovani e valorizzare prodotti che raccontano l’identità del Gran Sasso.

«Le aree interne necessitano di interventi concreti finalizzati a creare microeconomie sul territorio che possano consentire ai giovani di restare e lavorare nei luoghi di nascita», ha dichiarato Persia, sottolineando come la pastorizia possa ancora generare reddito, occupazione e prodotti d’eccellenza.

Tiberi ha ricordato invece il ruolo storico dell’allevamento ovino, per secoli principale fonte di lavoro nei territori montani, evidenziando la necessità di valorizzare la filiera anche in chiave turistica.

A chiudere il quadro, il richiamo del presidente BIM Marco Di Nicola al consumo locale: «La Fiera della Pastorizia è non solo un momento di ritrovo per allevatori, ma anche un’attività di sensibilizzazione verso il consumatore. Si può tornare ad acquistare a chilometro zero, vantiamo dei prodotti invidiabili».

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