Sarah e Alisya, il padre su Rai 1: “Continuano ad attaccarmi ma io cerco solo di proteggere le mie figlie”

24 Giugno 2026
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La confessione del padre a Storie Italiane: “Il 22 maggio ho incontrato in segreto mia figlia grande che voleva vedermi”. Dal carcere di Teramo replica la madre detenuta: “Vogliono stare con me”

L’AQUILA – Il giallo della scomparsa delle due sorelle minorenni, svanite nel nulla per quindici giorni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e rintracciate domenica sera a Formia, si arricchisce di un nuovo capitolo. Dietro il sollievo per il loro ritrovamento, si inasprisce lo scontro mediatico tra i genitori, in una complessa vicenda familiare segnata da anni di battaglie legali, accuse incrociate e drammi giudiziari.

Da un lato il padre, intervenuto questa mattina nel corso della trasmissione Storie Italiane su Rai1, rompe il silenzio per difendersi dagli attacchi e svelare un retroscena che risalirebbe ad un mese prima della fuga delle ragazze.

«Mi stanno continuando ad attaccare invece di pensare alle ragazze, invece io cerco di proteggere le mie figlie» ha esordito l’uomo, visibilmente provato dalle polemiche sollevate anche dalle recenti dichiarazioni della ex suocera. «Oggi vorrei dire una cosa che non ho mai detto, ho aspettato che le mie figlie fossero messe in sicurezza per poterlo dire, dato che la mia ex suocera dice che non volevano né vedermi né sentirmi. E poi chiudo questo capitolo perché voglio pensare solo a loro”.

L’uomo ha poi raccontato i dettagli di un incontro avvenuto un mese fa: «Mia figlia grande aveva chiesto ai servizi sociali di potermi incontrare e hanno dato il consenso. Ma non lo voleva dire né alla sorellina più piccola né alla mamma, ha chiesto espressamente di incontrarmi senza farlo sapere a nessuno. Quindi il 22 maggio ci siamo visti a Cassino in un incontro che è durato più di 2 ore. Dopo 6 anni e mezzo ci sono stati abbracci, coccole, carezze, ci siamo presi mano nella mano e abbiamo pianto insieme, mi ha chiesto scusa di tutto quello che aveva fatto nei miei confronti, dicendo che purtroppo era stata gestita e comandata a fare tutto ciò».

Un incontro intenso, protetto dalle istituzioni ma finora taciuto al resto del nucleo familiare: «Non eravamo soli, c’era la curatrice delle ragazze, l’assistente sociale, il fidanzatino di mia figlia: è stato il momento più bello della mia vita, ho sognato quelle due ore, e poi mi è caduto di nuovo il mondo addosso con la loro scomparsa, però non mi perdo d’animo».

Sul fronte opposto, dal carcere di Teramo, la madre delle due sorelle, Valentina D’Acunto, descritta come “provatissima” dal punto di vista psicologico ed emotivo, ha ricevuto nelle scorse ore la visita di Monia Scalera, Garante dei detenuti della Regione Abruzzo.

La D’Acunto ha voluto affidare alla Garante una dichiarazione netta, che rivendica con forza il legame materno nonostante i gravissimi provvedimenti giudiziari in corso: «Voglio rivedere le mie figlie al più presto, voglio stare con loro, loro vogliono stare con me».

La Garante Scalera ha poi sottolineato il clima attorno alla donna: «È provatissima, ma ha tanta solidarietà attorno a sé nel penitenziario. È circondata dalle altre detenute che la supportano, comprendono il suo dramma materno e non la lasciano mai da sola in questo momento così delicato».

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