Collanine d’oro strappate ai coetanei che escono da scuola: i carabinieri di Pescara arrestano un 14enne

15 Giugno 2026
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Il giovane è stata individuato dai militari dopo circa un mese di indagini: è ritenuto colpevole di una rapina e una tentata rapina ai danni di due ragazzi poco più grandi

PESCARA – In almeno due occasioni, insieme a un complice, ha aggredito altri minorenni, di pochi anni più grandi di lui, per rubare la catenina d’oro che portavano al collo. Dopo circa un mese di indagini i carabinieri di Pescara hanno arrestato un 14enne ritenuto responsabile di una rapina e di una tentata rapina.

Sono in particolare due gli episodi per i quali il 14enne sarà chiamato a rispondere. Il primo risale al 5 maggio: tre ragazzi, due nati nel 2008 e uno nel 2009, al rientro da scuola vengono avvicinati nel sottopassaggio della stazione centrale. Uno viene colpito al volto e gli viene strappata la collanina che ha al collo, ed è in seguito anche costretto ad andare in pronto soccorso. Le vittime forniscono i primi elementi per una descrizione sommaria degli aggressori, indicano la direzione della fuga. I militari avviano quindi le prime ricerche e acquisiscono le immagini delle telecamere di videosorveglianza.

Una settimana dopo un episodio simile: l’11 maggio, sempre a Pescara, un altro minorenne, nato nel 2011 e residente fuori città, è avvicinato da due sconosciuti. Sempre mentre torna da scuola. I due, con l’intento di sottrargli la collanina, lo afferrano per un braccio e, una volta a terra, lo colpiscono con un pugno al volto mentre cerca di divincolarsi. Fallito il tentativo di rapina, i due si dileguano.

Sopralluoghi, testimonianze, analisi delle immagini e incrocio dei dati nelle banche di informazioni, portano i militari della sezione operativa del Nor di Pescara, coordinati dalla procura della Repubblica dei minorenni dell’Aquila, a individuare il presunto autore di rapina e tentata rapina: è un ragazzo classe 2012, già noto alle forze dell’ordine, che viene ritenuto coinvolto in entrambi gli episodi. L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip del Tribunale per i minorenni, è stata notificata in una struttura penitenziaria dove il giovane è già ristretto per altra causa.

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