Si fa sempre più strada l’ipotesi di una fuga pianificata con un complice esterno. Le ricerche continuano senza sosta
L’AQUILA – Vanno avanti le ricerche di Sarah e Alisya, le sorelle scomparse tra sabato e domenica scorsa dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, nell’Aquilano. Il sostituto procuratore del Tribunale di Sulmona Stefano Iafolla, che si sta occupando del caso, ha disposto l’acquisizione dei cellulari delle due giovani, lasciati dalle ragazze nella struttura, per analizzarne il contenuto.
I dispositivi verranno ora sottoposti a una meticolosa analisi tecnica nella speranza che la cronologia delle chat, i tabulati telefonici o le ultime ricerche web possano rivelare dettagli utili a tracciarne i movimenti o a identificare eventuali contatti recenti.
Con il passare delle ore si fa infatti sempre più concreta e accreditata la pista di un allontanamento volontario orchestrato con il supporto e l’aiuto di una terza persona all’esterno della struttura. Le ricerche, che vedono in campo anche i cani molecolari, si stanno scontrando con una fitta serie di ostacoli logistici. La casa-famiglia da cui sono fuggite le due adolescenti si trova in un’area montana isolata e risulta completamente priva di impianti di videosorveglianza o sistemi di allarme.
Secondo quanto emerso da prime indiscrezioni, le ragazze sarebbero riuscite a guadagnare l’uscita calandosi da una finestra che presentava un vetro rotto e che era priva di inferriate di sicurezza. Inoltre, le verifiche condotte finora sulle telecamere stradali posizionate lungo le vie d’accesso, non avrebbero registrato alcun passaggio sospetto o la presenza fisica delle minori nelle ore compatibili con la sparizione, mentre i cani dell’unità cinofila non sono ancora riusciti a fiutare una pista che indichi la direzione presa a piedi dalle due giovani.
Nel frattempo, gli inquirenti hanno già provveduto ad ascoltare alcune persone vicine alle sorelle, tra cui un amico sedicenne di una delle due ragazze, il quale tuttavia non avrebbe fornito elementi considerati utili allo sviluppo delle indagini.
Sullo sfondo della vicenda emerge intanto un complesso contesto familiare che, secondo gli investigatori, potrebbe rappresentare il vero e proprio movente della fuga. Le ragazze erano seguite con attenzione dai servizi sociali già da tre anni e avevano fatto il loro ingresso nella struttura di accoglienza aquilana nel 2024. Le forze dell’ordine mantengono il massimo riserbo mentre proseguono i pattugliamenti sul territorio.