L’assessore abruzzese commenta con favore il percorso di recepimento della direttiva UE: “L’inclusione non è assistenza, ma un diritto da rendere effettivo nella vita di tutti i giorni”
L’AQUILA – Un passo decisivo verso l’abbattimento delle barriere burocratiche e la creazione di uno spazio europeo realmente inclusivo: è questo il senso del via libera espresso dal Consiglio dei Ministri allo schema di recepimento della direttiva UE 2024/2841, provvedimento che istituisce la nuova Carta europea della disabilità e il contrassegno europeo di parcheggio. Si tratta di un passaggio politico e normativo di rilievo che ha incassato l’apprezzamento delle istituzioni locali, in prima linea nella gestione delle politiche sociali e dell’accessibilità sui territori.
«Il via libera del Consiglio dei ministri allo schema della Carta europea della disabilità rappresenta un passaggio importante verso un sistema sempre più semplice, uniforme e inclusivo per le persone con disabilità», ha dichiarato l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Roberto Santangelo.
Superando la logica del puro assistenzialismo, al centro del nuovo strumento europeo c’è un cambio di paradigma culturale prima ancora che normativo. La Carta si propone infatti di semplificare la vita quotidiana dei cittadini, garantendo la continuità dei diritti e delle agevolazioni non solo a livello nazionale, ma anche durante i viaggi e gli spostamenti all’interno dell’Unione Europea.
«La disabilità – ha sottolineato Santangelo– non può essere considerata soltanto attraverso la lente dell’assistenza, perché parlare di disabilità significa parlare di diritti, autonomia, mobilità, accesso ai servizi e piena partecipazione alla vita sociale. La Carta europea va esattamente in questa direzione: rendere più semplice il riconoscimento della condizione di disabilità e favorire l’accesso a beni, servizi e opportunità, anche oltre i confini nazionali».
In Italia la Disability Card, emessa dall’INPS, costituisce già un punto di riferimento per attestare lo status di disabilità e fruire di agevolazioni nel settore dei trasporti, della cultura, del tempo libero e dei servizi essenziali. Il passaggio all’omologo europeo rafforzerà e amplierà questo meccanismo. Tuttavia, la riuscita della misura dipenderà dalla capacità di fare rete sul territorio tra istituzioni di ogni livello e realtà del Terzo Settore.
«Adesso – ha concluso l’assessore – sarà fondamentale accompagnare l’attuazione del nuovo sistema con un forte coordinamento tra Stato, Regioni, Comuni, enti del Terzo settore e associazioni delle persone con disabilità. L’inclusione si costruisce infatti rendendo effettivi i diritti nella vita quotidiana: nei trasporti, nella cultura, nello sport, nel turismo, nel lavoro e nell’accesso ai servizi. La Carta europea della disabilità può essere uno strumento concreto per fare un ulteriore passo in questa direzione».