Era andato a riprendere il figlio. Ora è ricoverato in gravi condizioni a Pescara. Il Supporter Beach: “È accaduto fuori dal locale, oltre un’ora dopo la chiusura”
FOSSACESIA – Notte di violenza a Fossacesia Marina. Un uomo di 50 anni, residente a Lanciano, è ricoverato in coma all’ospedale di Pescara dopo essere stato colpito da un pugno al volto durante una rissa scoppiata all’esterno di un locale sul lungomare.
Secondo le prime ricostruzioni, il cinquantenne era arrivato a Fossacesia per riprendere il figlio, che aveva partecipato a un dj set in zona. Intorno alle 4 del mattino, all’esterno del locale, sarebbe esplosa una discussione tra gruppi di ragazzi, minorenni e maggiorenni. L’uomo avrebbe cercato di intervenire per separare il figlio dagli altri giovani, ma nel corso della colluttazione sarebbe stato raggiunto da un pugno che lo ha fatto cadere a terra, procurandogli un trauma gravissimo.
Sul posto è intervenuto il 118: dopo la stabilizzazione, è stato portato all’ospedale di Pescara, dove il 50enne si trova in condizioni critiche. I carabinieri della compagnia di Ortona stanno raccogliendo testimonianze e immagini per ricostruire con precisione la dinamica e individuare l’autore del colpo.
Sull’episodio interviene via social uno dei locali vicino al quale è scoppiata la rissa il Supporter Beach. “Ancora una volta siamo costretti a intervenire per fare chiarezza”, si legge nella nota, “rispetto a voci e ricostruzioni che stanno circolando in queste ore e che tenderebbero ad attribuire, direttamente o indirettamente, responsabilità a Supporter Beach in merito al grave episodio verificatosi nella notte tra sabato e domenica.”
I responsabili del locale aprono il comunicato esprimendo innanzitutto vicinanza alla vittima e alla sua famiglia: “Prima di ogni altra considerazione, il nostro pensiero va alla persona che in questo momento sta lottando tra la vita e la morte presso l’ospedale di Pescara. Tutta la famiglia Supporter si stringe con sincera partecipazione attorno a lei e ai suoi familiari, con l’auspicio che questa drammatica situazione possa risolversi nel migliore dei modi.”
A seguire la nota entra nel merito dei tempi e delle responsabilità, sottolineando che l’attività del locale era già terminata da oltre un’ora quando si è verificato il fatto: “Supporter Beach ha concluso la propria attività alle ore 3 del mattino. Al momento della chiusura non si era verificato alcun episodio riconducibile a quanto successivamente accaduto e la serata si era svolta regolarmente, nel rispetto delle procedure e degli standard di sicurezza previsti. È fondamentale precisare che il grave episodio si è verificato intorno alle ore 4.15, circa un’ora e quindici minuti dopo la chiusura di Supporter Beach e, soprattutto, assolutamente al di fuori del locale e dei suoi spazi.”
Lo stabilimento balneare richiama anche il contesto più ampio della movida sul lungomare: “Nell’area circostante sono presenti diverse attività autonome che proseguono la propria attività anche dopo la nostra chiusura. Non spetta certamente a noi stabilire dinamiche o eventuali responsabilità: saranno esclusivamente le autorità competenti a ricostruire quanto accaduto.” Da qui l’appello a evitare processi sommari: Chiediamo pertanto a tutti, soprattutto in un momento così delicato, di evitare ricostruzioni sommarie, supposizioni o attribuzioni di responsabilità prive di riscontri, nel rispetto innanzitutto della persona coinvolta e della sua famiglia”.