La sentenza conferma la correttezza dell’avviso pubblico per i piccoli comuni. L’assessore: «Metodo trasparente, usato anche dai governi di centrosinistra. Basta propaganda»
PESCARA – La sentenza del Consiglio di Stato sulla L.145/2018 chiude il contenzioso e certifica la piena legittimità dell’operato della Regione Abruzzo. Il verdetto, che ribalta la precedente decisione del TAR, conferma la correttezza della procedura adottata per l’avviso pubblico destinato ai piccoli comuni per l’annualità 2026. E l’assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, non nasconde la soddisfazione, accompagnata da una stoccata politica a chi aveva contestato la Regione per mesi.
«Ho atteso qualche giorno dalla pubblicazione della sentenza del Consiglio di Stato nella speranza che l’onestà intellettuale avesse finalmente il sopravvento sulla demagogia e la propaganda, ma così non è stato», afferma l’assessore. «Ero fiducioso che sindaci e consiglieri regionali, che lo scorso anno dopo la sentenza del TAR Abruzzo avevano “occupato” le pagine dei giornali e dei siti online per giorni, avrebbero potuto riconoscere il loro errore e portare a conoscenza dei cittadini la sentenza del Consiglio di Stato che, ribaltando la sentenza del TAR, certifica la correttezza e la legittimità dell’operato della Regione».
D’Annuntiis difende il metodo cronologico utilizzato per la selezione dei progetti, definendolo «imparziale, non lascia spazio a scelte discrezionali della Giunta e degli uffici, non penalizza nessuno e garantisce pari opportunità a tutti i comuni». Una procedura, sottolinea, «trasparente e utilizzata da tempo anche a livello ministeriale da governi di centrosinistra».
L’assessore respinge poi la narrazione secondo cui i piccoli comuni sarebbero stati penalizzati: «La storiella che i comuni piccoli e delle aree interne sono penalizzati viene smentita dalla graduatoria approvata, che vede esclusivamente comuni piccoli e delle aree interne tra i beneficiari». E aggiunge che proprio quei territori «hanno dovuto rallentare la realizzazione di opere importanti solo per propaganda politica».
Ora che il Consiglio di Stato ha confermato la regolarità della procedura, D’Annuntiis rivendica la trasparenza dell’azione amministrativa e punta il dito contro chi aveva sollevato dubbi: «Nel silenzio degli “urlatori”, voglio ribadire che non si accettano lezioni di trasparenza da alcuni che, quando amministravano la Regione, hanno concesso finanziamenti a comuni che inoltravano la richiesta il giorno stesso della seduta di Giunta e addirittura a qualcuno che la faceva pervenire il giorno dopo, lasciando così intravedere inattese doti di chiaroveggenza».