Il sindaco di Pescara replica alle accuse di De Sanctis e Barba: «Materiali isolati secondo legge, niente colline di rifiuti. Dopo 40 anni di immobilismo stiamo bonificando e trasformando l’area». E rivendica: «Chi vuole fermare il progetto non pensa al bene della città»
PESCARA – Carlo Masci non accetta che sull’ex area di risulta si parli di rischi per la salute pubblica. Il sindaco interviene con una lunga dichiarazione per smentire «allarmismi e sensazionalismi» diffusi nelle ultime ore da Augusto De Sanctis e dall’ex consigliera Simona Barba, accusati di «cercare spazio mediatico senza alcun contraddittorio» e di diffondere «immagini false, probabilmente generate da una stupida intelligenza artificiale».
«L’allarme lanciato nelle ultime ore necessita di risposte immediate – afferma Masci – perché non posso accettare che si faccia sensazionalismo solo per conquistare un po’ di spazio a livello mediatico, facendo passare il concetto che l’Amministrazione metta a rischio la salute dei cittadini. Il Comune non lo ha mai fatto». Il sindaco ricorda che l’ente ha presentato un’Analisi di rischio «che dimostra la non pericolosità del maxi parcheggio che i pescaresi hanno usato per decenni e che ancora oggi utilizzano».
Il punto centrale, ribadisce, è che «non esiste alcun pericolo per le persone: aggiungo che non esiste attualmente e non esisterà neanche in futuro, su quei terreni». Masci smentisce categoricamente l’ipotesi di colline artificiali per coprire materiale contaminato: «Non corrisponde affatto al vero che saranno realizzate delle colline per coprire materiale contaminato, come pubblicizza sui social l’ex consigliera Barba affidandosi a un’immagine probabilmente prodotta da una stupida intelligenza artificiale».
Il sindaco entra poi nel merito tecnico. L’area interessata è quella del Parco centrale, parte del più ampio progetto di riqualificazione dell’ex area di risulta. Sotto l’asfalto si trova uno strato di materiale antropico scuro, classificato come rifiuto. «Quel materiale è stato sottoposto ai test di cessione dai quali è emerso lo scenario da trattare. Una parte sarà rimossa e sostituita perché rilascia inquinanti sulla falda; la parte restante, che non rilascia inquinanti e non risulta pericolosa, sarà confinata e isolata». Il confinamento avverrà con palancole perimetrali a tenuta idraulica e un telo plastico superiore. «Al di sopra di questa superficie si andrà a collocare il terreno sul quale sorgerà il parco, senza alcun pericolo per i fruitori».
Masci precisa che la procedura è stata «concordata preliminarmente con gli altri enti in sede di conferenza di servizi» e che la rimozione totale del materiale sarebbe «un costo enorme per la collettività, forse 10 milioni di euro». Diverso il caso delle aree dove sorgeranno il parcheggio e il terminal, dove «si è già provveduto alla rimozione del materiale, sempre tenendo conto delle indicazioni di legge».
Il sindaco rivendica la trasparenza del percorso: «L’Amministrazione fornirà chiarimenti a tutti i cittadini che li chiederanno, compreso De Sanctis. E sin da ora va evidenziato con forza che la parte che sarà isolata non risulta pericolosa per i cittadini».
Poi l’affondo politico: «Mi domando perché quest’area, con tutto ciò che si trova nel sottosuolo da sempre, sia stata ignorata per 40 anni, nonostante sia stata frequentata ogni giorno da migliaia di persone. Dopo 40 anni di nulla assoluto, la bonifica si fa, e si fa nei modi e nei termini previsti dalla legge».
Masci difende la visione complessiva dell’intervento: «Ciò che abbiamo voluto e che vogliamo è trasformare l’ex area di risulta realizzando parcheggi degni di questo nome e un Parco urbano, oltre a un nuovo terminal e nuova viabilità, trasformando radicalmente il cuore della città». I lavori del primo lotto sono già partiti, mentre prosegue la progettazione del parco.
E conclude con una domanda polemica: «Forse qualcuno vuole che lì non si realizzi niente e che resti tutto com’è stato per troppi anni. E magari queste prese di posizione, prive di qualsiasi base scientifica, servono solo a perpetuare una situazione scandalosa che Pescara non merita. Noi andremo avanti perché riteniamo che la trasformazione dell’area di risulta con tanto verde sia un’occasione unica per far crescere Pescara e proiettarla in una dimensione ambientale molto più forte».