Chieti: crollano grossi pezzi di cornicione da palazzo d’Achille, sede storica del Comune chiusa dal 2009

30 Maggio 2026
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Pronto l’intervento dei vigili del fuoco, intorno alle 7 del mattino: area transennata a danno delle celebrazioni del 2 giugno che dopo anni tornano nella piazza principale della città

CHIETI – Crollano grossi pezzi di cornicione dalla facciata principale di palazzo d’Achille, la sede storica del Comune di Chieti, chiusa dal terremoto del 2009 per ristrutturazione. Il cedimento è avvenuto tra le ore della notte e quelle della prima mattinata. L’intervento dei vigili del fuoco è avvenuto intorno alle 7.

Il cornicione si stacca dalla balconata sulla facciata principale dell’edificio, all’angolo con via Chiarini. Al di là del crollo non si registrano danni. I vigili del fuoco hanno transennato l’area, a danno delle celebrazioni del il 2 giugno. Per la prima volta dopo anni, infatti, la Festa della Repubblica torna nella piazza principale della città con una serie di manifestazioni organizzate in piazza, compreso una scenografica esposizione del tricolore dal campanile dalla cattedrale, provata nei giorni scorsi.

Da quando, due anni e mezzo fa, i lavori di ristrutturazione sono terminati, piazza San Giustino è stata riconsegnata senza auto pienamente alla città. Soprattutto nei giorni festivi è frequentata anche da bambini che giocano. La notizia del cornicione crollato ha dunque allarmato molto.

La sede storica del Comune è chiusa dal terremoto del 2009. Il cantiere infinto, avviato dalla precedente amministrazione comunale, ha incontrato parecchie difficoltà, compresa un’inchiesta penale. I lavori di ristrutturazione mai terminati sono finiti al centro dei temi caldi della campagna elettorale, con tutti gli schieramenti pronti a promettere la riapertura del palazzo. Nel frattempo il Comune è in affitto nella sede di corso Marrucino, dove paga un canone di circa 10mila euro al mese. Una spesa molto ingente per un ente che è anche in dissesto economico e finanziario.

L’attuale amministrazione ha rimesso in cammino l’iter dei lavori che, però,
se tutto va come programmato, non potranno terminare prima del 2028.
L’intervento di ultimazione è stato possibile grazie a un finanziamento di 5.300.000 euro, l’appalto è stato gestito dall’Arit, Agenzia regionale per l’informatica e la telematica.

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