Ne parliamo con Lorenzo Silli, dirigente delle Professioni infermieristiche
PESCARA – Il fascicolo sanitario elettronico rappresenta uno degli strumenti più importanti nel percorso di digitalizzazione della sanità, perché raccoglie in un unico spazio la documentazione clinica del cittadino e favorisce una presa in carico più rapida, ordinata e completa. Tuttavia, per renderlo davvero utile nella pratica quotidiana, è fondamentale che il paziente presti il consenso alla consultazione dei dati.
Senza questa autorizzazione, medici e operatori sanitari potrebbero non avere accesso immediato a referti, esami, terapie e informazioni cliniche pregresse, con il rischio di rallentare il percorso di cura e di compromettere la continuità assistenziale. Il consenso, dunque, non è un passaggio formale, ma un elemento centrale per garantire efficacia al sistema.
Il fascicolo sanitario elettronico consente di avere una visione più chiara e completa della storia sanitaria della persona. Questo si traduce in una migliore collaborazione tra professionisti, in una minore dispersione di documenti e in una gestione più semplice delle informazioni cliniche, soprattutto nei casi in cui siano coinvolti diversi specialisti o strutture.
Prestare il consenso alla consultazione significa permettere ai sanitari di lavorare con maggiore precisione, riducendo il rischio di duplicazioni inutili e facilitando decisioni più rapide e appropriate. Per il paziente, questo si traduce in un vantaggio concreto in termini di qualità dell’assistenza.