Una paziente di 67 anni, affetta da linfedema dell’arto superiore insorto anni dopo la mastectomia, è stata operata con una tecnica microchirurgica di trapianto linfonodale omentale. L’équipe del prof. Lo Torto avvia così un percorso specialistico dedicato, uno dei pochi in Italia, già richiesto anche da pazienti fuori regione
PESCARA – Un intervento di alta specializzazione, tre ore in sala operatoria e un risultato che segna un passo avanti importante per la cura del linfedema post‑oncologico. Alla ASL di Pescara è stato eseguito un complesso intervento di microchirurgia ricostruttiva per trattare il linfedema dell’arto superiore sviluppato anni dopo una mastectomia. L’operazione, condotta venerdì 27 marzo, rappresenta l’avvio formale di un percorso chirurgico specialistico dedicato a questa patologia, tra le più invalidanti per le donne operate al seno.
A guidare l’intervento è stato il prof. Federico Lo Torto, responsabile della UOSD Chirurgia Plastica della ASL di Pescara, affiancato dall’équipe della Chirurgia Generale diretta dal dott. Massimo Basti e, per la fase laparoscopica, dal dott. Antonio Mongelli. La paziente, 67 anni, proveniente da Roma, era stata sottoposta a linfadenectomia nel 2007 e a radioterapia tra il 2007 e il 2008. Il linfedema era comparso nel 2014 come complicanza tardiva del percorso oncologico.
L’intervento è stato eseguito con una tecnica microchirurgica avanzata: il trapianto di un pacchetto linfonodale prelevato dall’omento, finalizzato a ripristinare il circolo linfatico compromesso. La paziente è stata dimessa in buone condizioni generali e proseguirà i controlli presso la struttura pescarese.
Il linfedema, spiegano gli specialisti, è una delle complicanze più frequenti e debilitanti dopo la chirurgia oncologica della mammella. Per anni è stato trattato solo con terapie conservative – linfodrenaggio, bendaggi, compressione – ma oggi la microchirurgia linfatica consente, in pazienti selezionate, di ricostruire nuovi collegamenti tra sistema linfatico e venoso, riducendo gonfiore, dolore e rischio di infezioni ricorrenti.
«La microchirurgia linfatica rappresenta oggi una possibilità terapeutica concreta per pazienti affette da linfedema secondario a trattamenti oncologici – spiega Lo Torto – e richiede competenze altamente specialistiche e un approccio multidisciplinare. L’obiettivo è migliorare la funzionalità dell’arto e ridurre l’impatto di una condizione cronica che può compromettere in modo rilevante la vita quotidiana».
Il percorso attivato alla ASL di Pescara è rivolto a pazienti già sottoposte a terapia conservativa e valutate attraverso un iter multidisciplinare dedicato. La collaborazione con la Chirurgia Generale, necessaria per la fase laparoscopica, è considerata un elemento qualificante del modello assistenziale.
In Italia, il trattamento chirurgico del linfedema è disponibile in un numero limitato di centri. L’attività avviata a Pescara si inserisce dunque in un ambito altamente specialistico e registra già richieste da fuori regione: oltre alla paziente proveniente dal Lazio, è già programmato un intervento su una donna residente in Toscana.
Un segnale che conferma la crescente domanda di percorsi avanzati per una patologia spesso sottovalutata, ma capace di incidere profondamente sulla qualità di vita delle pazienti operate al seno.