Stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni aerospaziali: l’università d’Annunzio lancia Hydragraph

17 Aprile 2026
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Brunetti_Stuppia_DiProfio

Progetto da 2 milioni e mezzo di euro per sviluppare nuove tecnologie da utilizzare anche sui futuri moduli abitativi da realizzare nello spazio

CHIETI – Tecnologie a basso costo per lo stoccaggio dell’idrogeno per applicazioni aerospaziali ed eoliche: è questo il focus del nuovo avveniristico progetto lanciato dall’università Gabriele d’Annunzio che oggi lo ha presentato al “Gas Hydrate Facility – Laboratorio di Chimica Organica” del dipartimento di Farmacia, nel Campus di Chieti. Il progetto si chiama “Hydragraph” ed è stato illustrato attraverso un esperimento dal titolo: “Ghiaccioli di idrogeno e celle a combustibile”, alla presenza del rettore Liborio Stuppia, il direttore del dipartimento di Farmacia, Luigi Brunetti, e il coordinatore del progetto Pietro Di Profio, docente di Chimica organica.

Le tecnologie che il progetto sta mettendo a punto riguardano due diversi scenari: lo stoccaggio dell’idrogeno per i fondali marini che si trovano al di sotto di piattaforme eoliche offshore e soprattutto la possibilità di alimentare le future installazioni spaziali, compresi moduli abitativi. Per assicurare energia elettrica ai moduli abitativi da realizzare sullo spazio si potrà dunque utilizzare l’idrogeno conservato secondo le tecnologie che si stanno studiando a Chieti.

La d’Annunzio è capofila del progetto a cui lavorano anche l’università di Bari e un’azienda privata. Il progetto ha ottenuto finanziamenti per 2 milioni e mezzo di euro, di cui 2 destinati all’ateneo teatino-pescarese. “In un momento di crisi energetica come quello che stiamo vivendo”, ha detto il rettore Stuppia, “gli studi e le ricerche universitarie sono, come dimostra questo progetto, importantissime per trovare e gestire fonti alternative di energia. L’università, ancora una volta, dimostra che le ricerche che si fanno all’interno hanno importantissime ricadute per la popolazione”.

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