Caso Andrea Costantini: anche la perizia del medico legale conferma la necessità di riesumazione e autopsia urgenti

10 Dicembre 2025
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andrea-costantini-morto in cella frigorifera termoli

La Procura di Larino ha chiesto la riesumazione e l’autopsia sul corpo di Andrea Costantini dopo la perizia del professor Cipolloni che ne ha evidenziato l’urgenza. La famiglia richiede anche analisi sul DNA, sui cellulari e geolocalizzazioni. Il legale della compagna di Costantini precisa chela donna non è indagata e conferma la volontà di collaborare

CAMPOBASSO – Nuovo e decisivo capitolo nell’indagine sulla morte di Andrea Costantini, il 38enne originario di Penne trovato privo di vita il 15 settembre scorso nella cella frigorifera del supermercato in cui lavorava e per il quale la Procura di Larino ha chiesto la riesumazione e l’autopsia della salma. La richiesta è stata notificata alle parti e ora si attende la decisione del Gip.

La svolta è arrivata con la perizia del professor Cipolloni, primario dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Foggia, depositata lo scorso 4 dicembre, che ha condiviso l’impellenza di procedere alla riesumazione per una autopsia completa, ritenuta indispensabile per determinare con certezza cause e modalità della morte. Da qui, la decisione della Procura di chiedere un incidente probatorio.

Il legale dei genitori della vittima, l’avvocato Piero Lorusso, accoglie con favore la richiesta della Procura e rilancia: «Concordiamo sin dalla prima ora sulla necessità e l’urgenza di una perizia autoptica e tossicologica e sull’esame del DNA sul cadavere del povero Andrea in sede di incidente probatorio. Chiediamo anche una perizia di geolocalizzazione e una perizia forense sui cellulari».

Intanto, interviene anche la legale della compagna di Costantini, l’avvocato Paola Cecchi, che precisa la posizione della sua assistita: «La decisione dell’Autorità Giudiziaria di procedere a ulteriori accertamenti medico-legali è un passaggio necessario per acquisire un quadro tecnico completo, non essendo allo stato disponibili conclusioni definitive circa le cause della morte».

La compagna di Costantini, precisa la legale, non è iscritta nel registro degli indagati e ha sempre manifestato la volontà di collaborare: «È la prima ad avere interesse che emerga in modo chiaro e trasparente la verità, considerato il dolore personale e familiare provocato da questo tragico evento. Chiediamo rispetto e cautela, soprattutto alla luce della presenza di un minore direttamente coinvolto».

Ricordiamo che inizialmente, l’inchiesta aveva imboccato la strada del suicidio, nonostante sul corpo fossero state riscontrate ferite da coltello al torace. Una ricostruzione che i familiari non hanno mai condiviso, tanto da presentare una denuncia ipotizzando un possibile omicidio e individuando proprio nella compagna del figlio la possibile responsabile della sua morte.

Il corpo di Andrea riposa nel cimitero di Penne, in provincia di Pescara, dove vivono i genitori. Ora, con l’autopsia richiesta e un quadro investigativo che si riapre, si attende che nuovi accertamenti possano finalmente fare luce su una morte ancora avvolta da molte ombre.

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