Nel cuore della 731ª Perdonanza Celestiniana, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio ha accolto il rito solenne dell’apertura della Porta Santa
L’AQUILA – Un’antica tradizione che si rinnova, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Ieri sera, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio ha accolto il momento più atteso della 731ª Perdonanza Celestiniana: l’apertura della Porta Santa.
La celebrazione liturgica, preceduta dalla lettura della Bolla da parte del sindaco Pierluigi Biondi, presidente del Comitato Perdonanza, e dalla proclamazione della Bolla di indizione del Giubileo 2025 di Papa Francesco, “Spes non confundit”, da parte dell’Arcivescovo Metropolita Mons. Antonio D’Angelo, ha visto la partecipazione di 1.700 persone, tra figuranti in abiti medievali, rappresentanti istituzionali e associazioni civiche.
“L’apertura della Porta Santa della Basilica di Santa Maria di Collemaggio rappresenta un momento solenne e universale che quest’anno assume un significato ancora più profondo”, ha dichiarato il sindaco Biondi. “Celestino ci insegna che il perdono è speranza nel futuro: significa saper superare le ferite, accantonare il rancore e trasformare le difficoltà in occasioni di rinascita”.
Il rito è stato presieduto da Sua Em.za Pietro Card. Parolin, Segretario di Stato della Santa Sede, che ha ricordato: “Oggi, in questa terra ferita e fedele, si apre la Porta Santa di Celestino, che da secoli parla di perdono e di pace. […] Il passaggio attraverso questa porta santa non deve essere pensato come un gesto magico, ma come un invito a entrare nel cuore di Gesù, a lasciare che la sua grazia trasformi davvero noi”.
Tra i presenti, anche Fausta Bergamotto, sottosegretario al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Guido Castelli, commissario alla ricostruzione post-sisma, il sottosegretario Luigi D’Eramo, Gianni Letta e il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio. Il corteo ha visto sfilare anche 120 bambini e ragazzi, protagonisti del progetto “A scuola di Perdonanza 2”, che ha coinvolto le scuole del territorio nella riscoperta della figura di Celestino V.
La Perdonanza 2025 si intreccia quest’anno con il percorso che porterà L’Aquila a essere Capitale Italiana della Cultura nel 2026. “Una città che ha conosciuto il dolore e la devastazione del terremoto, ma che oggi vuole proporsi come laboratorio di coesione, creatività e sviluppo fondato sulla cultura”, ha sottolineato Biondi. “Come ricordava Papa Leone XIV, la cultura è faro di speranza: è libertà, esercizio dell’intelligenza, percezione del bello e condivisione di emozioni”.
La Porta Santa resterà aperta fino al tramonto del 29 agosto, accogliendo migliaia di pellegrini e cittadini in un gesto che, da secoli, rinnova il legame profondo tra spiritualità e comunità.