Dopo la richiesta di spiegazioni del consigliere Blasioli e dell’opposizione, il sindaco di Città Sant’Angelo replica: “Già svolti tre incontri. Blasioli si informi meglio”
CITTÀ SANT’ANGELO – Dopo la conferenza stampa del consigliere regionale Antonio Blasioli e del gruppo di opposizione Visione Comune, fatta a Città Sant’Angelo, in località Piano di Sacco, davanti la vecchia sede di Terraverde, per chiedere come l’amministrazione comunale intende procedere con lo smaltimento dei rifiuti ancora presenti, arriva la replica del sindaco Matteo Perazzetti. «Abbiamo già svolto tre incontri coinvolgendo Arta, Regione, Noe e altri interpreti per arrivare quanto prima alla rimozione dei rifiuti che si trovano a Piano di Sacco», sottolinea il primo cittadino. Lo scorso 26 febbraio è stato eseguito un sopralluogo nella zona a cui hanno preso parte anche Arta e la Polizia Municipale allo scopo di capire la quantità dei rifiuti presenti.
«La Regione Abruzzo, che ringrazio infinitamente per il lavoro che sta svolgendo, ha avviato tutte le procedure per richiedere la polizza di sicurezza e garanzia per la rimozione di tutti i rifiuti», ha precisato Perazzetti, invitando il consigliere Blasioli alla verifica sugli atti della richiesta fatta nel 2014 dalla consigliera Alice Fabbiani a non procedere con un ricorso al Tar, per restituire «alla società l’autorizzazione allo svolgimento dell’attività, nonostante il grave incendio». La stessa consigliera, fra notare Perazzetti, è oggi al fianco di Blasioli nella questione relativa ai rifiuti di Piano di Sacco.
«In ogni caso – dice ancora il sindaco – ci tengo a rassicurare il consigliere Blasioli, evidentemente alla ricerca di visibilità e soprattutto di un tentativo di rianimare un gruppo di opposizione cittadino sfornito di argomentazioni, che stiamo facendo tutto quello che va fatto per arrivare alla rimozione dei rifiuti. Tuttavia, mi permetto di suggerire al consigliere Blasioli di informarsi in maniera più attenta sugli argomenti da trattare mentre è impegnato a girare in lungo e in largo il territorio, altrimenti il rischio è quello di incorrere in brutte figure come in questo caso».