Per Marinella Sclocco non c’è chiarezza sui fondi per il futuro dell’ex cementificio di Via Raiale, mentre il quartiere versa in uno stato di abbandono
PESCARA – Degrado, incuria, un progetto faraonico senza una chiara indicazione dei fondi, che ha come unico obiettivo la propaganda elettorale. A sollevare la polemica sulle condizioni e il destino dell’ex cementificio di Via Raiale sono i consiglieri comunali della Lista Sclocco, preoccupati per quanto accade nel quartiere di Villa del Fuoco-Tiburtina, teatro, nelle ultime settimane, di episodi delinquenziali. “La situazione legata allo spaccio, alla prostituzione, è peggiorata e le zone di degrado si sono allargate ai Palazzi Clerico e alle zone vicine all’ex cementificio di via Raiale – spiega la consigliera Marinella Sclocco – I problemi non si risolvono abbattendo i palazzi. La Giunta ci dice che c’è un progetto per questa zona dell’area dell’ex cementificio, ma non ci chiediamo. Con quali soldi? La verità è che non c’è un euro e questo progetto non ha le gambe per camminare. Senza contare che in questo quartiere esiste una sola scuola, cui il centro destra ha tolto la presidenza, sottraendo così all’istituto la possibilità di usufruire delle risorse legate alla presenza di un dirigente scolastico. Dopo l’abbattimento del Ferro di Cavallo a Rancitelli non è cambiato nulla”. Per il consigliere Mirko Frattarelli, “la giunta di centro destra deve andare a casa. Al posto di palazzi abbattuti vanno creati centri di aggregazione, non piazze desolate. Al posto del Ferro di Cavallo si sarebbe potuto pensare di dare spazio a un dipartimento dell’Università, creando movimento e servizi e giovani. E invece no”.