Montorio, Acerbo attacca sulla rimozione della falce e martello: “Offesa alla storia dei lavoratori”

22 Agosto 2026
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Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista attacca il sindaco Altitonante e propone una manifestazione unitaria per chiedere il ritorno del simbolo nella sua collocazione storica

MONTORIO AL VOMANO – «Infame». Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, definisce così la rimozione della storica falce e martello dal colle di Montorio. Una decisione che, secondo Acerbo, rappresenta «un’offesa alla storia dei lavoratori e della Resistenza teramana» e che porta a uno scontro politico con l’amministrazione del sindaco Fabio Altitonante.

Per il segretario di Rifondazione, la motivazione della sicurezza non sarebbe sufficiente a spiegare la scelta del Comune. «Nessuno può credere che la motivazione della rimozione sia la sicurezza», afferma, sostenendo che in quel caso l’amministrazione avrebbe dovuto indicare anche quando e dove il simbolo sarebbe stato ricollocato.

Acerbo definisce l’intervento «l’ennesimo segnale che questa destra è fascista e revanscista» e critica anche il clima politico nazionale sul rapporto tra comunismo e fascismo.

Acerbo richiama inoltre le proteste nate dopo la rimozione e ipotizza un possibile contrasto con il codice dei beni culturali. Poi lancia una proposta: una manifestazione a Montorio, coinvolgendo partiti, sindacati e associazioni democratiche, per chiedere il ritorno della falce e martello nella sua collocazione storica.

«Per rispetto dei lavoratori che la realizzarono», conclude Acerbo.

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