Oltre 2mila utenze al buio. Il sindaco D’Alberto chiede indennizzi automatici e un tavolo sulla rete elettrica. Cavallari porta il caso in Regione
TERAMO – Sei ore di blackout, più di duemila utenze senza corrente e l’ospedale Mazzini costretto a fare i conti con una situazione di forte criticità. Il guasto che ha paralizzato una parte di Teramo spinge il sindaco Gianguido D’Alberto a chiedere spiegazioni e indennizzi immediati per i cittadini.
La situazione più delicata si è registrata proprio all’ospedale, dove è stato necessario limitare l’utilizzo dei condizionatori e affrontare sbalzi di tensione che hanno aumentato i rischi per una struttura sanitaria. Per D’Alberto quanto accaduto è «inaccettabile» e richiede risposte precise da parte di E-Distribuzione.
Il sindaco chiede che gli eventuali indennizzi vengano riconosciuti automaticamente in bolletta a tutte le utenze interessate, senza costringere i cittadini a presentare singole richieste. Ma soprattutto vuole capire perché, nonostante gli investimenti annunciati dall’azienda, un guasto abbia potuto provocare un’interruzione così lunga.
D’Alberto ricorda infatti che in precedenti incontri istituzionali E-Distribuzione aveva fornito rassicurazioni sulle condizioni della rete, parlando di investimenti per circa 15 milioni di euro. Da qui la richiesta di una «operazione verità» e di un tavolo congiunto con gli enti del territorio per verificare lo stato della rete e gli interventi ancora necessari.
Sulla vicenda interviene anche il consigliere regionale Giovanni Cavallari, di Abruzzo Insieme. «Teramo non può essere trattata come una città di serie B», sostiene, annunciando la richiesta urgente di convocazione della Commissione di vigilanza regionale.
Cavallari vuole chiamare i vertici territoriali di E-Distribuzione a fornire spiegazioni pubbliche e documentate sulle condizioni della rete, sulle criticità ancora irrisolte e sul piano degli interventi. Dopo le sei ore di blackout, dunque, il caso Teramo arriva anche sul tavolo della Regione.