Trovato morto nella cella frigorifera, nuova denuncia dei genitori di Andrea Costantini

21 Agosto 2026
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andrea-costantini-morto in cella frigorifera termoli

Il 38enne di Penne è deceduto a Termoli nel settembre 2025. L’esposto del legale di famiglia ipotizza violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro: «Lasciato solo per ore, senza vigilanza sui dispositivi di protezione e senza rilevare la sua assenza»

PENNE – Una nuova denuncia che ipotizza violazioni alle nome sulla sicurezza sul lavoro: l’hanno presentata, tramite l’avvocato Piero Lorusso, i genitori di Andrea Costantini, il 38enne originario di Penne trovato morto nel settembre del 2025 in una cella frigorifera del supermercato di Termoli, dove lavorava come macellaio.

«Dalla disamina dei fatti e dalle evidenze raccolte», afferma l’avvocato Lorusso, «tra cui le riprese della videosorveglianza che inquadrano Andrea per l’ultima volta alle 17:02, emerge un quadro gravissimo di carenze e violazioni della normativa sulla salute e sicurezza sul lavoro». L’esposto presentato dal legale della famiglia Costantini evidenzia tre criticità che andrebbero imputate all’organizzazione aziendale: lavoro in solitaria e isolamento, mancata vigilanza sui dispositivi di protezione e soccorsi inesistenti.

Secondo l’avvocato il lavoratore sarebbe stato lasciato operare nella cella frigorifera in totale solitudine per oltre tre ore e mezza, «in assenza di colleghi in affiancamento, sistemi di monitoraggio da remoto o dispositivi di allarme idonei a segnalare l’emergenza». C’è poi la «mancata vigilanza sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, considerato che la vittima era priva della maglia d’acciaio, obbligatoria per le operazioni di macelleria». Infine è «inaccettabile il ritardo nel rilevare l’assenza del dipendente dalla propria postazione: ha reso impossibile qualsiasi intervento tempestivo di soccorso, configurando un evidente collasso del sistema organizzativo e di controllo interno».

Tramite l’esposto, la famiglia preannuncia la costituzione di parte civile nell’eventuale procedimento penale. Chiede inoltre di disporre accertamenti tecnici urgenti sui luoghi dove si è consumata la tragedia, e in particolare sui sistemi di apertura di emergenza della cella frigorifera, l’acquisizione del Documento di valutazione dei rischi, il sequestro delle immagini di videosorveglianza e la verifica dei turni per individuare chi era preposto alla vigilanza.

Per fare luce sulla morte di Costantini è in corso un’inchiesta della procura di Larino. In un primo momento era stato ipotizzato un suicidio ma, anche in seguito alla battaglia portata avanti dai genitori del 38enne, che non escludono l’omicidio, il corpo è stato riesumato e sono stati effettuati nuovi accertamenti. Sul corpo di Costantini sono state trovate ferite di arma da taglio, giudicate non incompatibili con il suicidio, ma che comunque non escludono l’omicidio. A infittire il mistero c’è anche una telefonata partita dal cellulare del 38enne circa tre ore dopo l’ultima volta che è stato ripreso dalla telecamere.

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