Ugl Salute replica all’Asl, Matteucci: “Nessuno ha mai parlato di assistenza negata. Ma il 18 agosto non è un caso isolato”

21 Agosto 2026
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Il segretario regionale di UGL Salute Stefano Matteucci

Il sindacato chiarisce il senso della denuncia sul sovraffollamento al Mazzini e annuncia l’accesso agli atti: «Vogliamo i dati sulle giornate di iperafflusso dal primo febbraio»

TERAMO – Nessuna accusa di assistenza negata e nessuna volontà di mettere in discussione il lavoro degli operatori. Ugl Salute torna sulla vicenda del sovraffollamento al pronto soccorso del Mazzini e replica alla nota diffusa dalla Asl di Teramo, precisando il senso della segnalazione fatta nei giorni scorsi. «Il 18 agosto non è un caso isolato», è la posizione del sindacato, che ora chiede all’Azienda i dati sulle situazioni di iperafflusso registrate negli ultimi mesi.

Ugl chiarisce innanzitutto l’utilizzo della parola «chiudere», sempre riportata tra virgolette nei precedenti comunicati. Il termine, spiega il sindacato, indicava giornalisticamente l’attivazione della procedura aziendale per l’iperafflusso. «Non abbiamo mai messo in dubbio che l’assistenza sia stata garantita, né sostenuto che un cittadino sia rimasto senza cure», precisa l’organizzazione, ribadendo anche la difesa del personale dell’emergenza-urgenza.

Secondo Ugl, del resto, la stessa Asl avrebbe confermato gli elementi principali della vicenda. Nella giornata del 18 agosto la procedura per l’iperafflusso è stata attivata, ne è stata data comunicazione alla Centrale operativa 118 e i pazienti con patologie non tempo-dipendenti sono stati indirizzati verso i presidi che in quel momento risultavano meno congestionati.

«Resta che in quelle giornate un qualsiasi cittadino con una patologia non tempo-dipendente del territorio di afferenza del presidio hub è stato accompagnato ad Atri, a Giulianova o a Sant’Omero anziché al presidio di riferimento della provincia», osserva Ugl.

Il sindacato si sofferma poi sui 171 accessi registrati al pronto soccorso, a fronte di una media estiva indicata dalla Asl tra 150 e 160. Un dato che, secondo Ugl, dimostra quanto siano ridotti i margini del sistema. «Se l’afflusso di Ferragosto è fisiologicamente più alto, allora era prevedibile», sostiene l’organizzazione, chiedendo quali rinforzi di organico fossero stati programmati prima del 18 agosto.

Ma la questione centrale, per Ugl, è verificare se l’episodio rappresenti un’eccezione oppure una situazione ricorrente. Il sindacato riferisce di aver raccolto segnalazioni relative a condizioni di congestione anche in altre giornate dell’estate, sia al Mazzini sia nei presidi periferici.

Per questo è stata presentata un’istanza di accesso agli atti alla Asl di Teramo. Ugl chiede il numero delle comunicazioni di sovraffollamento trasmesse dal primo febbraio a oggi per ciascuno dei quattro pronto soccorso, con data, orario e causale, oltre alle misure adottate nelle singole occasioni. Domandati anche i dati sull’utilizzo delle Admission Room e delle Discharge Room e sui trasporti secondari urgenti dagli spoke al Mazzini per consulenze specialistiche non disponibili nei presidi periferici.

«Rispondere a un’organizzazione sindacale con l’annuncio di una denuncia non fornisce alcuna risposta ai cittadini né agli operatori», afferma il segretario regionale di Ugl Salute Stefano Matteucci. «Rappresentare le criticità organizzative del servizio sanitario è l’esercizio di una funzione costituzionalmente tutelata e continueremo a esercitarla nelle sedi opportune, con serenità e senza alcun timore».

Il sindacato annuncia infine che sarà attivato un numero telefonico per raccogliere in forma anonima le segnalazioni dei cittadini sulle criticità della sanità locale.

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