La paziente è in condizioni stabili nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “SS. Annunziata”. Attivati i protocolli di prevenzione, controllo e monitoraggio; la Asl invita alla prudenza senza allarmismi
CHIETI – È stato accertato il primo caso di infezione da virus West Nile in provincia di Chieti. Si tratta di una donna di anni, ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “SS. Annunziata” di Chieti.
L’anziana era giunta nei giorni scorsi al Pronto Soccorso in condizioni critiche, presentando importanti disturbi neurologici accompagnati da febbre. Il quadro clinico risultava ulteriormente complicato dalla presenza di patologie pregresse e aveva indotto fin da subito i sanitari a ipotizzare un’infezione trasmessa dalla puntura di una zanzara infetta.
La diagnosi è stata confermata dagli esami eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Abruzzo e del Molise di Teramo, al quale erano stati inviati i campioni biologici prelevati al momento del ricovero. La donna è attualmente in condizioni stabili, è sottoposta a terapia antibiotica e antivirale e non necessita di supporto ventilatorio.
L’accertamento del contagio ha fatto scattare immediatamente i protocolli previsti dalle disposizioni vigenti. Il caso è stato comunicato al Servizio Igiene e Sanità Pubblica per l’attivazione delle misure di prevenzione, controllo e monitoraggio necessarie a limitare la possibile diffusione del virus e a tutelare la salute della popolazione.
La Asl di Chieti sta inoltre trasmettendo le comunicazioni di rito alla Regione Abruzzo e all’Ordine dei Medici, fornendo indicazioni per la gestione clinico-diagnostica dei casi sospetti o confermati. Sono state diramate specifiche disposizioni anche agli ospedali del territorio, con l’invito a mantenere alta l’attenzione nei Pronto Soccorso nei confronti di pazienti che presentino elementi clinici ed epidemiologici compatibili con l’infezione.
In presenza di sintomi o circostanze significative, dovranno essere attivati gli accertamenti diagnostici previsti dal Piano nazionale arbovirosi. Parallelamente partirà un’indagine epidemiologica per ricostruire l’origine del contagio: saranno presi in esame domicilio, contatti stretti, data di insorgenza dei sintomi e luoghi frequentati dalla donna nei giorni precedenti, compresi eventuali viaggi. L’obiettivo è stabilire se si tratti di un caso autoctono oppure importato.
Informato anche il Comune di residenza della paziente, al quale verrà chiesto di valutare eventuali trattamenti straordinari contro le zanzare. Gli interventi potranno interessare sia i focolai larvali, come tombini e fossati, sia le zanzare adulte nelle aree vicine all’abitazione della donna o nei luoghi dove potrebbe essere avvenuta la puntura. Si tratta di azioni mirate e circoscritte, finalizzate a ridurre rapidamente la presenza di insetti potenzialmente infetti.
«La nostra Azienda si è attivata tempestivamente per mettere in atto tutte le procedure del caso – sottolinea il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri – ma, al fine di mettere in sicurezza il territorio, è importante che anche i cittadini siano sensibilizzati e coinvolti nelle semplici pratiche di protezione, come la bonifica domestica, evitando ristagni nei sottovasi e nei giardini per impedire la riproduzione delle zanzare».
Palmieri raccomanda inoltre l’utilizzo di zanzariere alle finestre, la pulizia delle grondaie e l’impiego di prodotti repellenti sulla pelle. «Non è il caso, però, di alimentare allarmismi – aggiunge – perché il virus non si trasmette da persona a persona per contagio diretto».
Il virus West Nile viene trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette, che a loro volta contraggono il virus pungendo soprattutto uccelli selvatici, principale serbatoio dell’infezione. L’uomo rappresenta un ospite finale e non può trasmettere il virus ad altre persone attraverso il contatto diretto. Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi; solo una minoranza delle persone colpite sviluppa febbre e, più raramente, manifestazioni neurologiche gravi, soprattutto in presenza di fattori di fragilità.