Gli accertamenti medico-legali confermano l’identità dell’ex dirigente romano di 88 anni, svanito nel nulla a Rocca di Cambio nel luglio del 2024
ROCCA DI CAMBIO – I resti umani rinvenuti lo scorso 13 agosto sul Monte Cagno appartengono senza ombra di dubbio a Marco Benso, l’ex dirigente d’azienda di ottantotto anni residente nel quartiere Eur di Roma e scomparso nel nulla il 29 luglio 2024. Questa drammatica certezza arriva a ben 744 giorni di distanza da quel giorno, mettendo fine a un’estenuante ricerca durata oltre due anni che la figlia ha portato avanti con incrollabile determinazione pur di scoprire la verità.
A permettere il riconoscimento ufficiale degli investigatori sono stati elementi clinici inequivocabili: in particolare, due placche di plastica impiantate nell’uomo nel corso di un precedente intervento chirurgico, combinate con l’analisi meticolosa della dentatura. Quel cranio è stato localizzato casualmente da alcuni giovani escursionisti che si erano avventurati in un’area boscosa particolarmente impervia a circa 1.700 metri di quota, ben lontana dai sentieri comunemente battuti dagli escursionisti. Il ritrovamento è avvenuto a poco più di cento metri di distanza dal punto in cui, già nell’aprile del 2025, erano affiorati alcuni lembi di tessuto riconducibili proprio agli abiti dell’uomo.
Tutti gli elementi raccolti delineano ormai una ricostruzione chiara di quei drammatici momenti. L’ottantottenne, uscito di casa in tenuta sportiva per un allenamento in vista di una maratona che avrebbe dovuto correre ad agosto, non era mai riuscito ad allontanarsi davvero dal perimetro del paese, rimanendo intrappolato in quella stessa zona montuosa dove si erano perse le sue tracce.
Per ultimare ogni procedura formale e blindare l’iter investigativo, nei prossimi giorni i carabinieri del RIS procederanno con l’esame del DNA sui reperti, confrontandoli con i campioni biologici dei familiari.