Nuova pista ciclabile a Chieti Scalo: 10 chilometri che continuano a far discutere [VIDEO]

19 Agosto 2026
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Opera da 2,6 milioni di fondi Pnrr: lavori terminati e collaudati, ma mai inaugurati. La polemica politica si accende, opinioni divise tra i residenti

CHIETI – Chieti Scalo ore 11, fa già caldissimo. Il termometro sale oltre i 30 gradi. Sarà anche per questo che lungo la nuova pista ciclabile non si vede neanche una bici. C’è qualcuno che va a piedi. Qualcuno ha persino deciso di ignorare la ciclabile parcheggiandoci sopra per tutta la sua larghezza.

A un certo punto passa un gruppo di ciclisti con addosso le divise di una squadra amatoriale, ma non utilizza il tracciato. Approfittiamo della sosta al semaforo rosso per chiedere il motivo, ma la risposta non spiega nulla: “Procediamo in senso contrario alla pista”, dice uno dei ciclisti. Ma la ciclabile è a doppio senso. La verità è che il gruppo di ciclisti lungo la pista avrebbe dovuto viaggiare in rigorosa fila indiana e stare attento ad attraversamenti, piccole curve, dislivelli e ostacoli lungo il percorso. Molto più comodo pedalare sulla Tiburtina.

Dieci chilometri al centro di tante contestazioni quelli della nuova pista ciclabile di Chieti Scalo. Realizzata con oltre 2,6 milioni di euro, arrivati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), l’opera parte dal confine con San Giovanni Teatino e arriva fino all’innesto del raccordo autostradale A25. Le prime lamentele sono arrivate dalla Walter Tosto: la pista avrebbe comportato il restringimento di via Piaggio, arteria stradale della zona industriale a servizio di mezzi di grandi dimensioni. Contestazioni che hanno costretto l’amministrazione comunale a modificare il percorso, che ora è stato spostato sui marciapiedi di via Piaggio. L’opera è stata terminata e anche collaudata. Ma mai inaugurata.

La pista è anche finita al centro del confronto elettorale, con le forze di minoranza che hanno criticato l’infrastruttura a spron battuto. Una su tutte, la Lega di Mario Colantonio e del candidato Udc Marco Di Paolo: entrambi hanno parlato di un’opera “pericolosa e non a norma”. Realizzata lungo i marciapiedi, la pista non può allargarsi oltre una certa misura, deve inoltre tener conto di pali e altri ostacoli sul tracciato che non possono essere spostati, anche se, attualmente, sono tutti ben segnalati. Senza contare gli attraversamenti in corrispondenza delle entrate degli edifici.

Sul fronte opposto, l’ex assessore ai lavori pubblici, ora presidente del consiglio comunale Stefano Rispoli, continua a difendere l’intervento: “È un’opera che ho difeso convintamente sin dall’inizio”, dice, “perché credo che abbia una sua funzionalità e sia utile alla collettività. Abbiamo anche fatto dei correttivi e abbiamo cercato di rispondere a tutte le richieste dei cittadini, trovando soluzioni alternative e migliorative”.

E allora vediamo cosa ne pensano i residenti. La signora Adriana Iezzi ha le idee chiare: “La pista ciclabile toglie spazio ai pedoni, non è stata realizzata in maniera adeguata”. Patrizio Tucci, titolare del bar Tucci in viale Abruzzo, sulla ciclabile ha spesso raccolto lamentele da parte dei suoi clienti: “I cittadini si lamentano perché la pista è stata realizzata sui marciapiedi e il percorso è scomodo. Ci sono pali della luce, segnali stradali e altre problematiche. Io comunque penso che abbia una sua utilità”.

“Secondo me la pista è utile, anche se penso che nella parte industriale diventi problematica”, dice Bruno Falcone, residente dello Scalo. E alla fine incontriamo anche un ragazzo che la utilizza abitualmente per andare a lavoro: il 21enne pescarese Gioacchino Sosa arriva a Chieti con il treno, scende alla stazione ferroviaria e si sposta in bici sino al centro commerciale Megalò dove lavora. “Utilizzo la pista ciclabile, anche se potrebbe essere collegata meglio con altre piste ciclabili”, dice, “a parte questo, l’opera per me è ben fatta”.

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