La tela di Celestino V torna a Collemaggio: il capolavoro del Berrettini restituito alla città alla vigilia della 732ª Perdonanza

19 Agosto 2026
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Tela Celestino V Berrettini Collemaggio

Restaurata a Trento grazie al Museo Castello del Buonconsiglio nell’anno dell’Aquila Capitale Italiana della Cultura, l’opera riprende il suo posto nella Basilica di Collemaggio. Biondi: “Un ponte d’arte nato dalla solidarietà”

L’AQUILA – A diciassette anni dalle ferite riportate durante il devastante terremoto del 6 aprile 2009, la tela di Lorenzo Berrettini raffigurante “San Pietro Celestino nell’atto di promulgare la Bolla del Perdono” è tornata nella sua sede naturale, la Basilica di Santa Maria di Collemaggio. L’opera, di proprietà del Comune dell’Aquila e dal valore fortemente identitario per l’intera comunità, è stata svelata questa mattina nel corso di una cerimonia ufficiale, giunta a pochi giorni dall’avvio della 732ª Perdonanza Celestiniana.

All’evento hanno preso parte il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, la direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio, Cristina Collettini, il vicario generale dell’Arcidiocesi dell’Aquila, monsignor Giuseppino Gianiorio, il presidente della Fondazione Carispaq, Fabrizio Marinelli, e lo storico dell’arte della Soprintendenza ABAP dell’Aquila e Teramo, Antonio David Fiore.

Il rientro della pala d’altare chiude il cerchio del progetto “Omaggio all’Aquila. Trento e L’Aquila: un ponte d’arte”, nato nell’ambito delle iniziative per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026 e promosso in sinergia tra Comune dell’Aquila, Museo Castello del Buonconsiglio, Fondazione Carispaq, Soprintendenza e Arcidiocesi.

Partita a maggio alla volta di Trento, la tela è stata sottoposta a un delicato e scrupoloso restauro interamente finanziato e curato dal Museo Castello del Buonconsiglio. L’intervento è stato trasformato per l’occasione in un vero e proprio “cantiere aperto” inserito nel percorso espositivo, consentendo ai visitatori del museo trentino di osservare dal vivo le varie fasi del recupero. In virtù dello scambio culturale tra le due realtà, L’Aquila ha intanto ospitato due prestigiose opere delle collezioni del Buonconsiglio: il “Ritratto di Pietro Vigilio Thun” di Giovanni Battista Lampi a Palazzo Margherita e la “Madonna con Bambino” di Tommaso Bragadin presso la sede aquilana di Bper.

Nel corso della cerimonia, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha sottolineato il valore simbolico di questo ritorno: «Vedere questa tela nuovamente a Collemaggio, nel luogo al quale appartiene e a pochi giorni dall’inizio della Perdonanza Celestiniana, ci riempie di orgoglio. Nell’anno in cui L’Aquila è Capitale italiana della Cultura, questo ponte tra due territori assume un valore ancora più significativo: questo ritorno racconta una storia di amicizia e solidarietà che lega L’Aquila al Trentino fin dalle ore successive al sisma e che, a distanza di diciassette anni, continua a produrre risultati concreti attraverso la cultura. Desidero rivolgere un ringraziamento particolare a Cristina Collettini. Con lei, negli anni in cui ha guidato la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e Teramo, abbiamo lavorato molto e bene, affrontando insieme una fase complessa e decisiva del recupero del nostro patrimonio culturale. Ringrazio quindi il Museo Castello del Buonconsiglio per aver sostenuto e finanziato il restauro, la Provincia autonoma di Trento, la Fondazione Carispaq, la Soprintendenza e l’Arcidiocesi dell’Aquila per una collaborazione che oggi ci permette di riaccogliere a Collemaggio un’opera che appartiene profondamente alla nostra identità».

Visibilmente emozionata anche la direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio, Cristina Collettini: «È un momento di profonda commozione e di grandissima soddisfazione per tutti noi del Museo Castello del Buonconsiglio riconsegnare restaurata questa straordinaria pala d’altare di Lorenzo Berrettini nella sua casa naturale, la Basilica di Collemaggio dell’Aquila. Per diverse settimane le sale del museo hanno ospitato i restauratori di questa tela ferita dal sisma del 2009. Abbiamo voluto che questo restauro fosse un cantiere aperto: i nostri visitatori hanno potuto osservare da vicino la rinascita dell’opera, documentandosi al tempo stesso sulla sofferenza del territorio abruzzese e sulla straordinaria tenacia della sua gente. Per il Trentino e per il nostro museo, prenderci cura di questo capolavoro non è stato solo un dovere professionale, ma un assoluto onore e un atto di profonda vicinanza fraterna. Restituire oggi alla comunità aquilana l’immagine di Papa Celestino V nell’atto di donare la Bolla del Perdono – pochi giorni prima della Perdonanza Celestiniana e nell’anno in cui L’Aquila brilla come Capitale Italiana della Cultura – ci riempie di orgoglio».

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