Operazione della polizia in tutto il quartiere con cinquanta persone identificate e un arresto. In via Imele individuato un immobile adibito allo smercio di droga protetto da un sofisticato sistema di videosorveglianza
PESCARA – Cinquanta persone identificate, un 53enne arrestato per spaccio e una sorta di fortino della droga protetto da telecamere smantellato in via Imele. È il bilancio dell’operazione condotta nella serata di ieri dalla polizia di Stato nel quartiere Rancitelli. L’intervento rientra nel più ampio quadro delle operazioni di contrasto al traffico di stupefacenti e alla prevenzione della criminalità diffusa nelle aree più sensibili della città. Tra queste, appunto, la zona compresa tra le vie Capestrano, Imele, Sacco, Tavo, Lago di Borgiano e il cosiddetto Ferro di Cavallo.
Nei servizi straordinari di controllo del territorio disposti dal questore Francesco Rattà, sono stati impiegati agenti della squadra Mobile, equipaggi del reparto Prevenzione crimine e del nucleo cinofili antidroga. Nel corso delle attività, gli agenti hanno anche eseguito accertamenti mirati su veicoli ed edifici della zona.
L’attività investigativa e di controllo ha quindi portato all’identificazione di circa cinquanta persone e all’arresto in flagranza di una persona, classe 1973, ritenuta responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La perquisizione domiciliare eseguita nell’abitazione dell’uomo ha portato al sequestro di circa 50 grammi di cocaina. È stato inoltre denunciato per spaccio di stupefacenti un cittadino italiano, mentre sono stati accompagnati in questura due cittadini extracomunitari, assuntori di stupefacenti, per i quali è al vaglio la regolarità del soggiorno sul territorio nazionale.
C’è stata poi l’individuazione nella zona di via Imele, traversa di via Tavo parallela a via Lago di Capestrano, di un immobile adibito a vera e propria centrale dello spaccio. Dai controlli della squadra Mobile è emerso che lo stabile era protetto da un sofisticato e capillare sistema di videosorveglianza ad alta tecnologia. L’impianto, composto da diverse telecamere perimetrali collegate a monitor dedicati al controllo in tempo reale degli accessi esterni e delle vie adiacenti, è stato sequestrato per impedirne l’ulteriore utilizzo a supporto di attività illecite.