L’esponente del partito di Vannacci punta il dito contro il Documento unico di programmazione appena approvato in giunta: “È un mero esercizio di retorica contabile, tra cassa da rifare, esternalizzazione dei tributi e cantieri al palo”
CHIETI – “Un libro dei sogni, un mero esercizio di retorica contabile che scarica sui cittadini le incapacità di gestione dell’ente, nascondendosi dietro promesse a lungo termine e annunci ad effetto”. È così che Alessandro Carbone, capogruppo di Futuro Nazionale, liquida il Dup (Documento Unico di Programmazione 2027-2029) e le linee programmatiche di mandato approvati in giunta dall’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Legnini.
I nodi critici del documento per Carbone sono quattro: il primo riguarda le riscossioni. L’annuncio di voler esternalizzare il servizio almeno per il primo anno, per il consigliere comunale si traduce in una “gabella fiscale”. Per Carbone c’è il rischio in questo modo “di mettere le mani in tasca ai cittadini con metodi aggressivi, senza aver prima riorganizzato da zero l’Ufficio tributi”.
Secondo punto, la spesa corrente e le assunzioni: “Viene sbandierato un piano di assunzioni da 300mila euro l’anno, cifra palesemente insufficiente a coprire il drammatico sottorganico che blocca gli uffici tecnici e amministrativi di Palazzo d’Achille. Con una spesa corrente prevista a oltre 51 milioni, le risorse reali per erogare servizi essenziali restano al lumicino”.
Terzo punto, la rigenerazione urbana: “Sugli immobili simbolo (dall’ex Eden alle caserme Berardi e Bucciante, fino alle ex scuole Nolli) si continua a fare l’elenco della spesa senza tempi certi, coperture finanziarie definite né un’idea chiara sulla loro futura gestione economico-sociale”.
Infine, emergenza mobilità e parcheggi: “Si promettono centinaia di nuovi posti auto (dal Terminal a via Ciampoli fino a piazza Garibaldi) proiettati al 2027 e oltre, mentre la città soffre nell’immediato per il blocco del traffico, la gestione dei cantieri e la mancanza di una visione integrata tra il centro storico e Chieti Scalo”.
“L’adozione in largo anticipo del Dup non è un punto di merito, ma una frettolosa operazione d’immagine per distogliere l’attenzione dai debiti fuori bilancio e dal ritardo cronico nei pagamenti a imprese e fornitori”, attacca Carbone, “Legnini chiede collaborazione istituzionale all’opposizione per battere cassa a Roma o in Regione, ma poi chiude le porte al confronto reale quando si tratta di decidere le priorità di spesa per la città. Chieti non ha bisogno di un programma di mandato che assomiglia a un’enciclopedia di buone intenzioni, ma di risposte concrete oggi su tasse, manutenzioni e decoro urbano”.