Il sindacato replica alle accuse emerse durante la commissione comunale: «I veri problemi sono personale insufficiente, turni massacranti e mezzi obsoleti». Sola: «Anziché trovare soluzioni si scaricano le responsabilità su lavoratori e cittadini»
PESCARA – L’assenteismo? L’ennesimo alibi per nascondere i propri errori in materia di raccolta dei rifiuti: questa è in sostanza la risposta che arriva da minoranza consiliare e lavoratori al Comune e ad Ambiente spa, dopo la commissione comunale che nei giorni scorsi è tornata ad affrontare la questione. A intervenire sono in particolare Paolo Sola, capogruppo M5S in municipio, e l’Usb.
A scatenare la reazione è la dichiarazione di Roberto Carota, presidente della commissione Ambiente che, dopo la riunione alla quale aveva partecipato anche il presidente di Ambiente Riccardo Chiavaroli, aveva riferito che «esiste all’interno di Ambiente un tasso di assenteismo del personale piuttosto elevato che non consente di espletare sempre al meglio il servizio stesso», e aveva parlato di «limite oggettivo nella copertura al 100% del servizio».
Affermazioni che scatenano le ire dell’Usb, che replica puntando innanzitutto il dito contro personale insufficiente, turni massacranti e parco mezzi obsoleto. «Dopo l’estensione della raccolta porta a porta a tutto il Comune», ricorda il sindacato, «cittadini, operatori, associazioni ed esponenti politici hanno segnalato gravi falle nella gestione della raccolta dei rifiuti, evidenziando i disagi per i cittadini alle prese con calendari rigidi, mancati ritiri e conferimenti impossibili».
Dall’altro lato, l’Usb denuncia di aver trovato «totale chiusura e impermeabilità alle critiche e ai suggerimenti, incapacità di rivedere e correggere le storture e sviamento delle responsabilità». Tanto da parte del Comune quanto da parte di Ambiente spa. «Va integralmente ripensato il sistema», sostiene il sindacato, «con l’installazione di molte più eco-oasi sul territorio (ora solo due) e permettere a tutti i cittadini di potersene servire, oltre a rivedere il sistema di conferimento in concomitanza con i mercati cittadini».
Servono inoltre assunzioni per abbattere i carichi di lavoro, rinnovo del parco mezzi e un tavolo permanente su salute e sicurezza. Una posizione sostanzialmente condivisa da Sola, che accusa: «Il copione è sempre lo stesso: quando il porta a porta mostra tutte le sue falle, Comune e Ambiente cercano puntualmente un colpevole diverso da chi quel sistema lo ha progettato e imposto».
«Gli operatori», afferma Sola, «non hanno progettato questo sistema, non hanno deciso di estenderlo indiscriminatamente a tutta la città e non hanno scelto di lavorare con un parco mezzi ormai inadeguato. Sono loro, semmai, le prime vittime di un’organizzazione che li costringe a turni sempre più pesanti, carichi di lavoro insostenibili e un numero crescente di infortuni».
Secondo il consigliere pentastellato, grave è pure il continuo tentativo di attribuire le criticità ai cittadini: «Gli incivili c’erano anche prima del porta a porta. Quello che è cambiato è il sistema di raccolta, ed è proprio quel sistema ad aver moltiplicato i disagi, rendendo interi quartieri ostaggio di calendari rigidi, mancati ritiri e conferimenti impossibili».
«Noi continuiamo a proporre soluzioni concrete, mentre Comune e Ambiente continuano a cercare alibi. Le priorità sono tre e sotto gli occhi di tutti: installare oasi informatizzate in tutta la città e non solo in centro, consentire l’accesso alle eco-isole a tutti i pescaresi indipendentemente dalla zona di residenza, approvare finalmente un regolamento chiaro sulle oasi ecologiche condominiali, così da superare una gestione improvvisata che oggi crea soltanto conflitti e disagi».
«Continuare a raccontare che il problema sono gli operatori o qualche cittadino incivile significa rifiutarsi di vedere la realtà», conclude Sola, «se il sistema funzionasse davvero, non assisteremmo ogni giorno a decine di segnalazioni, fotografie di sacchi lasciati in strada e proteste diffuse in tutta la città. La differenza tra una buona amministrazione e una cattiva amministrazione è semplice: la prima, quando un progetto non funziona, lo corregge. La seconda cerca un capro espiatorio».