Il primo cittadino del capoluogo abruzzese replica al leader di Avs, difendendo le operazioni di soccorso e denunciando il rischio di allarmismi e strumentalizzazioni politiche
L’AQUILA – Non accenna a placarsi la polemica politica che si affianca all’emergenza roghi in Abruzzo. A seguito delle affermazioni di Nicola Fratoianni (Avs) sulla gestione degli incendi che stanno interessando il territorio aquilano, è arrivata la durissima controreplica del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi. Il primo cittadino ha rigettato con fermezza le critiche del deputato, accusandolo di fare propaganda elettorale sulla pelle della comunità e dei soccorritori: «Comprendo che, dopo il 2,5% raccolto a Sulmona e lo 0,9% di Avezzano, Nicola Fratoianni abbia bisogno di pubblicità e quindi sia in campagna elettorale permanente, ma questo non lo giustifica al punto da rendersi ridicolo agli occhi degli esperti e della città. Sostenere che questi incendi siano il frutto della ‘destra che nega i cambiamenti climatici’ – quando è molto probabile che dietro gli eventi di questi giorni ci sia la mano dell’uomo – è semplicemente grottesco. Piuttosto è l’abbandono del territorio e la ideologia del ‘rewilding’ su cui insiste molto la sinistra europea a mettere a repentaglio il patrimonio naturalistico».
Nel difendere l’operato dei soccorsi e richiamando la necessità di far prevalere la sicurezza e il rispetto della catena di comando antincendio, Biondi ha rivendicato con forza l’impegno immediato profuso dalle istituzioni locali e dagli enti preposti, lanciando al contempo un monito sui rischi dei volontari improvvisati: «Inoltre, su un’emergenza in corso servirebbe più rispetto per chi sta lavorando sul campo e quattro improvvisati militanti di Avs, senza alcuna conoscenza delle regole antincendio e armati di pale e zappe, che non hanno mai visto in vita loro, è offensivo per le decine di persone che ogni giorno fanno della tutela del territorio e del volontariato con la ‘V’ maiuscola la propria professione o la propria passione. Per quanto mi riguarda, dal primo giorno sono in filo diretto costante con il prefetto, con il direttore dell’Agenzia regionale di Protezione civile e con i comandi provinciale e regionale dei Vigili del fuoco, come Comune abbiamo istituito un gruppo di lavoro dedicato, garantendo uomini, mezzi e supporto logistico e sostenendo i costi per la realizzazione delle linee tagliafuoco da parte dell’Esercito. I mezzi aerei della flotta dello Stato sono operativi sui nostri fronti, secondo le priorità definite dai tavoli tecnici a livello locale e nazionale».
Un passaggio cruciale riguarda proprio i pericoli connessi alle iniziative spontanee, sulle quali il Comune dell’Aquila era già intervenuto nei giorni scorsi al fine di tutelare l’incolumità pubblica ed evitare intralci alle manovre di Canadair ed elicotteri. A questo proposito, il sindaco ha ribadito: «Quanto ai volontari: la gratitudine mia e della città va alle donne e agli uomini del sistema di Protezione civile, che operano organizzati in squadre e in coordinamento con i Vigili del fuoco. Altra cosa sono le iniziative improvvisate: nei giorni scorsi persone non autorizzate hanno raggiunto le aree dell’incendio mettendo a rischio la propria incolumità – a Monte Pettino una rimase ustionata – e in alcuni casi impedendo i lanci dei mezzi aerei. Tutte noi istituzioni impegnate sul campo raccomandiamo da giorni di non improvvisare interventi di spegnimento e di lasciare operare il personale specializzato. Chi incoraggia i cittadini a salire in collina con una pala si assume una responsabilità molto seria, anche nelle conseguenze».
Infine, Biondi si è soffermato sulle ripercussioni economiche e sul danno d’immagine che il clima di allarme e le tensioni politiche stanno causando al comparto turistico ricettivo, riprendendo le preoccupazioni già sollevate dalle associazioni di categoria: «Che si sia strumentalmente esagerato è talmente evidente che anche gli operatori economici del territorio, per voce di Confcommercio e Federalberghi, hanno denunciato che l’allarmismo sta già producendo disdette nelle strutture ricettive, e che una prenotazione si cancella in pochi secondi mentre la fiducia in una destinazione si costruisce in anni. Trasformare un’emergenza in propaganda, mentre centinaia di operatori lavorano per contenerla, danneggia due volte L’Aquila: nell’ambiente e nell’economia. Io continuo a fare il mio dovere, come ho sempre fatto per la mia terra e la mia comunità».