La consigliera della Lega, residente nel quartiere, replica a Pettinari: «Il suo “pattugliamento notturno” è inutile, ci sono le forze dell’ordine». E sulla ronda di due giorni fa: «Sono passata in bici, non ho visto niente di strano»
PESCARA – Ieri il sindaco Carlo Masci, oggi la consigliera comunale Maria Luigia Montopolino, esponente della Lega e residente proprio nel quartiere oggetto dell’ultimo “reportage” di Domenico Pettinari. Due contrattacchi in due giorni dalla maggioranza di centrodestra che governa Pescara raramente erano arrivati a Pettinari.
«Non spetta a un consigliere comunale effettuare pattuglie in città», afferma Montopolino, «e non spetta neppure al sindaco, né a Pescara né altrove: compete alle forze dell’ordine che sicuramente sanno come svolgere il proprio lavoro, di giorno e di notte, in centro e in periferia, e non hanno bisogno del supporto operativo di Pettinari che, ancora una volta, descrive la città, e in particolare Villa del fuoco, come il Bronx, quando i problemi da lui segnalati esistono in tutte le città d’Italia».
La consigliera poi racconta: «La notte tra martedì e mercoledì ho attraversato in bici, come accade di frequente, via Lago di Capestrano, per rientrare a casa, e non ho notato assolutamente niente di strano: le uniche presenze erano quelle dei clienti del bar. Io credo che, tenendo bene a mente i problemi legati allo spaccio, che nessuno nega e non vanno ignorati, si debba evitare il sensazionalismo a tutti i costi. Sono certa che l’attenzione delle forze dell’ordine sia alta, anche per contrastare il degrado in alcune zone, e l’ultima operazione promossa dalla questura è stata effettuata ieri, in più aree della nostra città».
«È davvero un peccato che Pettinari non ne parli», incalza la consigliera leghista, «anzi cerchi in ogni modo di spostare l’attenzione dall’operazione promossa dal questore alla sua presunta passeggiata notturna da lui definita in maniera roboante “pattugliamento notturno”: lui può passeggiare quando e dove vuole», conclude Montopolino, «ma non dovrebbe mettere a credere a qualcuno (i suoi pochi elettori) che si sostituisce a chi risolve veramente i problemi, ossia le forze dell’ordine».