La consigliera dem contro De Martinis: «Non ha fatto nulla per un luogo simbolo della città, ma cerca colpevoli altrove»
MONTESILVANO – Lo stato in cui versa la pineta è il simbolo del fallimento dell’amministrazione del sindaco Ottavio De Martinis: questa l’accusa della consigliera di opposizione, Manuela Natale, al governo cittadino. «La contestazione degli albergatori rispetto allo stato della pineta è la bocciatura definitiva delle politiche dell’attuale sindaco di Montesilvano», accusa l’esponente del Pd, «la pineta è come una pagella scolastica: a fianco della voce sicurezza c’è un’insufficienza grave, così come per la materia ambientale, per quella della vivibilità dei cittadini, così come per la materia in cui il sindaco e il vicesindaco vorrebbero conseguire la laurea, ovverosia il turismo».
Per Natale «avere una pineta inospitale, non attrezzata, significa non consentire ai cittadini di Montesilvano di poterne godere per la vita familiare, il relax e lo sport. Inoltre, le aree poco illuminate o coperte da vegetazione sono un invito per chi vuole farne un luogo di condotte illecite: e per questo la bocciatura è totale sul piano della sicurezza».
«Sin dall’insediamento del consiglio comunale ho formulato proposte per la pineta», ricorda la consigliera del Pd, «giacché credo che l’amministrazione debba adoperarsi per rendere garantito tale patrimonio. Guai a pensare che se la competenza è di altri allora bisogna lavarsene le mani.
La pineta merita un intervento significativo, non deve essere un ambiente chiuso come la Stella Maris, ma aperto e vivibile da tutti, cittadini e turisti in ogni momento della giornata».
«L’attuale sindaco che governa da sette anni», chiede Natale, «cosa ha fatto per la pineta? Nulla.
Questa è la realtà dei fatti. Non è vero che l’amministrazione non può fare nulla, perché il sindaco dovrebbe quotidianamente impegnarsi per vedere mutata una situazione che è sotto gli occhi di tutti, convocando tavoli con le altre istituzioni, ricercando i fondi necessari. Invece che fa? Cerca i colpevoli altrove».