Il documento annuale dell’Istituto mostra un sistema di welfare imponente: pensioni all’80% della spesa, natalità in caduta, saldo naturale negativo e migrazioni in forte crescita. Prestazioni assistenziali in aumento del 6,5%. Marsilio: «L’aumento delle entrate contributive indica meno evasione e un’economia più solida»
L’AQUILA – Il Rendiconto sociale 2025 dell’INPS Abruzzo restituisce un’immagine nitida e complessa della regione: un territorio che invecchia, che continua a perdere popolazione per dinamiche naturali e che si regge su un sistema di welfare sempre più esteso. Nel corso dell’anno l’Istituto ha erogato oltre 8 miliardi di euro a circa 870mila beneficiari, una platea che rappresenta quasi il 70% della popolazione residente. È un dato che da solo descrive la centralità dell’INPS nella vita sociale ed economica dell’Abruzzo.
La spesa previdenziale resta la componente dominante: 6,48 miliardi di euro, pari all’80,6% del totale. Le gestioni private e pubbliche crescono rispetto al 2024, confermando una struttura demografica segnata da un forte invecchiamento. Gli over 65 rappresentano il 26,1% della popolazione regionale, una quota superiore alla media italiana. Il documento evidenzia come, pur restando le pensioni la voce principale, il numero delle prestazioni annuali di sostegno al reddito e delle misure assistenziali abbia ormai superato quello delle nuove pensioni liquidate, segno di un welfare che si espande e si diversifica.
Accanto alla previdenza, aumentano gli ammortizzatori sociali, che nel 2025 raggiungono 276 milioni di euro, mentre le prestazioni assistenziali crescono in modo ancora più marcato, arrivando a 1,25 miliardi, con un incremento del 6,5%. L’invalidità civile supera i 513 milioni, l’Assegno di Inclusione sale a 129,3 milioni (+34,7%), mentre le misure per natalità e genitorialità registrano un aumento del 61,8%, raggiungendo 27,5 milioni. L’Assegno Unico Universale si mantiene su livelli elevati, con 417 milioni erogati.
Il quadro demografico che fa da sfondo a questi numeri è tutt’altro che rassicurante. Nel 2024 le nascite sono state 7.356, il 28,46% in meno rispetto al 2014. I decessi, pari a 14.870, determinano un saldo naturale negativo di -7.514 unità, con un’incidenza del -5,9‰ sulla popolazione. La regione continua a perdere abitanti per dinamiche naturali, mentre cresce la speranza di vita: 85,6 anni per le donne e 81,5 per gli uomini. A compensare parzialmente il calo demografico interviene il saldo migratorio con l’estero, positivo e in forte aumento: +6.497 unità, quasi triplicato rispetto a dieci anni fa. Anche le migrazioni interne mostrano un saldo positivo, passato da +62 a +760 in un anno, grazie alla diminuzione delle uscite verso altre regioni.
Nonostante la complessità del quadro, l’INPS Abruzzo ha migliorato i tempi di erogazione delle prestazioni, pur operando con un organico in costante diminuzione. Il documento sottolinea come la continuità tra retribuzione e sostegni al reddito o pensioni sia stata garantita in un numero crescente di casi, grazie a un impegno organizzativo che punta a ridurre i tempi di attesa e a rafforzare la prossimità dell’Istituto ai cittadini. Nel 2025 sono stati avviati anche due progetti strategici: “INPS per i giovani”, che ha coinvolto 500 studenti abruzzesi in percorsi di educazione previdenziale, e “INPS in rete per l’inclusione”, nato dalla collaborazione con il Terzo Settore per raggiungere le fasce più fragili e ridurre i “diritti inespressi”.
A margine della presentazione del Rendiconto, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, ha commentato i dati sottolineando la coerenza con gli indicatori economici e occupazionali: «Le riforme in materia di pensioni, previdenza e sostegno alle lavoratrici stanno producendo i primi risultati. L’aumento delle entrate contributive è un dato significativo, perché indica meno evasione e una maggiore capacità del sistema economico di creare lavoro e distribuire ricchezza». Marsilio ha aggiunto che «i numeri confermano che l’Abruzzo è sulla strada giusta» e ha richiamato la necessità di «rafforzare la collaborazione tra istituzioni per offrire servizi sempre più efficienti ai cittadini».
Il Rendiconto Sociale 2025, nel suo complesso, mostra un Abruzzo che si regge su un welfare sempre più esteso, chiamato a sostenere una popolazione che invecchia, che si riduce e che presenta bisogni sociali crescenti. Un sistema che funziona, ma che richiede risorse, coordinamento e una capacità di risposta sempre più rapida e capillare.