L’emendamento del capogruppo di “Marsilio Presidente” introduce un sistema con sei collegi uninominali per tutelare le aree interne nel nuovo assetto con collegio unico regionale. La presidente della Cpo sollecita la quarta preferenza di genere
L’AQUILA – La riforma elettorale regionale mette sul tavolo il confronto sulla rappresentanza dei territori e sulla presenza delle donne in consiglio. Luciano Marinucci, capogruppo di “Marsilio Presidente”, propone sei collegi uninominali per rafforzare il peso delle aree interne, mentre Rosa Pestilli (la presidente regionale della commissione pari opportunità) chiede di inserire la quarta preferenza di genere per garantire maggiore equilibrio nelle liste.
La proposta di Marinucci riguarda il progetto di legge che introduce il collegio unico regionale. L’emendamento prevede un sistema misto: 23 consiglieri eletti con metodo proporzionale regionale sulla base dei voti ottenuti nelle circoscrizioni e sei attraverso collegi uninominali, con l’elezione del candidato più votato.
I sei collegi, secondo il consigliere regionale, dovrebbero essere interprovinciali e costruiti tenendo conto non solo della continuità geografica, ma anche delle caratteristiche socio-economiche dei territori, così da assicurare una rappresentanza adeguata alle aree interne e montane.
«L’intento è quello di dare maggiore tutela alle aree interne», spiega Marinucci, secondo cui l’emendamento «non va a modificare l’impianto della riforma ma introduce un elemento capace di ridurre gli squilibri tra costa e zone più periferiche».
Riguardo la parità di genere interviene Rosa Pestilli (Cpo) sulla necessità di modificare il sistema delle preferenze. La presidente della Commissione pari opportunità chiede l’introduzione della quarta preferenza di genere, già indicata durante l’audizione dello scorso gennaio.
Secondo Pestilli, l’attuale previsione della composizione delle liste con una proporzione di due uomini e una donna «rischia di limitare la reale possibilità di elezione delle candidate». La proposta è quella di arrivare a un meccanismo 50-50, con due preferenze per ciascun genere.
Un correttivo che, secondo la presidente della Cpo, sarebbe necessario anche per evitare che «le aree interne risultino penalizzate pure sul fronte della rappresentanza femminile».
Il testo della riforma sarà ora esaminato con gli emendamenti presentati prima del passaggio al voto del consiglio regionale, previsto per il prossimo 4 agosto.