Un’imprudenza è costata cara ad un uomo dell’Altopiano delle Rocche: le fiamme hanno distrutto 20 ettari nel Parco regionale Sirente Velino, minacciando case e alberghi
ROCCA DI MEZZO – Un’imprudenza domestica si sarebbe trasformata in un vero e proprio disastro ambientale nell’Altopiano delle Rocche. Un uomo di 51 anni, residente a Rocca di Mezzo, è stato infatti denunciato a piede libero per incendio colposo, in quanto ritenuto responsabile del vasto rogo che due giorni fa ha devastato circa 20 ettari di vegetazione, tra sterpaglie e area boschiva, all’interno del territorio protetto del Parco regionale Sirente Velino.
Lo riporta Il Messaggero, secondo il quale, dalla ricostruzione della dinamica da parte dei carabinieri della stazione di Rocca di Mezzo, guidati dal maresciallo Mario Aloisio, sarebbe emerso che il 51enne avrebbe acceso un barbecue nel giardino della propria abitazione per poi allontanarsi per andare a fare la spesa.
Il braciere, lasciato incustodito e alimentato dalle forti raffiche di vento che soffiavano nella zona, ha innescato rapidamente le prime fiamme. Il fuoco si è poi propagato con estrema velocità alla vegetazione circostante, trasformandosi in breve tempo in un incendio di vaste proporzioni.
Le fiamme, divampate nella zona dei Colli della Mula, hanno tenuto con il fiato sospeso l’intera comunità locale. Spinte dal vento, si sono avvicinate pericolosamente ai centri abitati, arrivando ad appena cento metri dall’Hotel Delle Rocche e a meno di trecento metri dall’Hotel Caldora. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento dei soccorsi, non si è resa necessaria l’evacuazione delle strutture ricettive e delle abitazioni vicine.
Per domare l’incendio è stato schierato un imponente dispositivo di emergenza: sul posto sono intervenute le squadre dei Vigili del Fuoco del comando provinciale dell’Aquila e dei distaccamenti di Avezzano e Carsoli, affiancate dai volontari della Protezione Civile. Determinante è stato anche l’intervento aereo, con due elicotteri dei Vigili del Fuoco che hanno effettuato continui lanci d’acqua approvvigionandosi dal vicino laghetto di Rocca di Mezzo. Le operazioni di contenimento e la successiva bonifica dell’area hanno richiesto diverse ore di lavoro a terra.
Per definire con precisione il punto d’innesco e confermare la dinamica del rogo sono intervenuti anche i Carabinieri Forestali per i rilievi tecnici del caso.
Oltre alle responsabilità di natura penale per il reato di incendio colposo, la posizione del 51enne rischia di aggravarsi anche sul piano civile: come riportato dal quotidiano, l’uomo potrebbe infatti essere chiamato a risarcire gli ingenti danni ambientali causati alla flora e alla fauna della riserva naturale del Parco Sirente Velino.