Italia Nostra: «Accolta la nostra richiesta di sospensione, iniziativa per contrastare l’anarchia edilizia che ha investito Pescara». A maggio nuova udienza
PESCARA – Il Tar blocca la costruzione di un palazzo di otto piani tra il sito della vecchia stazione e corso Vittorio Emanuele, dove sorgeva un edificio demolito in seguito ai danni riportati durante i bombardamenti del 1943. A renderlo noto è la sezione pescarese di Italia Nostra, che annuncia che c’è stato il «primo pronunciamento sul ricorso che Italia Nostra ha presentato al Tar Abruzzo, sezione staccata di Pescara, contro l’edificazione di un palazzo di otto piani nel sito dove ottant’anni fa sorgeva il piccolo edificio che ospitò l’albergo “Leon d’oro”, sul lato sud del piazzale della storica stazione ferroviaria di Pescara Centrale».
«Il ricorso curato dall’avvocato Luca Presutti del Foro di Sulmona», spiega una nota dell’associazione diffusa dal presidente Massimo Palladini, «è contro i promotori dell’intervento e il Comune di Pescara che lo ha approvato, e contiene un’istanza di sospensione cautelativa dell’efficacia delle autorizzazioni. Quest’ultima istanza è stata accolta al fine di preservare inalterato lo stato degli atti e dei luoghi fino alla prossima udienza. Nel contempo sono stati ordinate integrazioni documentali».
«La sospensione è motivata con le rilevanti questioni sollevate dal ricorrente, tutte bisognose di approfondimenti e integrazioni analitiche», sottolinea Italia Nostra, che «accoglie questa ordinanza con fiducia nell’operato della magistratura amministrativa e con la serena convinzione di aver intrapreso un’iniziativa volta a contrastare l’anarchia edilizia che sembra aver investito la città di Pescara e non solo». La prossima udienza si terrà a maggio.