Il Presidente Angelo Caruso commenta l’analisi del “Sole 24 Ore”: “Le aree interne non sono condannate al declino, ma sono una risorsa strategica. Ora accompagniamo lo sviluppo con i servizi”
L’AQUILA – Un incremento record del 72,4% nelle compravendite immobiliari tra il 2019 e il 2025 proietta la provincia dell’Aquila in cima alla classifica nazionale. I dati pubblicati dal quotidiano Il Sole 24 Ore, basati su uno studio di Confedilizia, certificano un vero e proprio cambio di passo per il territorio abruzzese, che si posiziona davanti a province come Alessandria, Biella e Cosenza. Il dato più significativo emerso dall’analisi riguarda la distribuzione di questa crescita, che non si limita alla città capoluogo ma si concentra con forza soprattutto nei comuni minori, segno di una ritrovata vitalità delle aree interne.
Commentando con soddisfazione questi risultati, il presidente della Provincia, Angelo Caruso, ha dichiarato: «Per anni si è parlato delle aree interne esclusivamente in termini negativi, evidenziando spopolamento e marginalità. Oggi, invece, assistiamo a un cambio di paradigma importante che dimostra come questi territori possano essere competitivi e attrattivi. Le persone scelgono sempre più luoghi nei quali trovano qualità della vita, sicurezza, ambiente, servizi e comunità. È fondamentale ricordare tuttavia che stiamo parlando di un cambiamento che va accompagnato con una visione chiara e con investimenti costanti e questo è il compito a cui oggi sono chiamate le istituzioni del territorio».
Proprio per creare condizioni favorevoli a cittadini, famiglie e imprese, l’amministrazione provinciale ha investito con continuità sulla sicurezza della rete viaria, sul miglioramento delle infrastrutture e sull’edilizia scolastica, garantendo scuole moderne e sicure.
Nelle parole del Presidente della Provincia dell’Aquila: «Questo risultato appartiene all’intero territorio: ai Comuni, alle imprese, alle comunità locali e a tutte le istituzioni che ogni giorno lavorano per valorizzarlo. È la dimostrazione che le aree interne non sono territori condannati al declino, ma una risorsa strategica per il futuro dell’Italia. Continueremo a lavorare affinché questa crescita non sia un episodio, ma diventi una prospettiva stabile di sviluppo per l’intero territorio».